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UN ANIMA SENZA CORPO

Un Anima Senza Corpo

Questo vale per l’anima che quando si è spogliata del corpo, in essa si distinguono benissimo le caratteristiche naturali e quelle che l’uomo ha acquisito in conseguenza delle sue varie attività. E così, quando si presentano davanti al giudice, Radamanto nel caso di quelli dell’Asia li ferma ed esamina ciascuna anima, senza sapere a chi appartiene. A volte mette la mano sull’anima del Gran Re o di qualche altro sovrano o di un gran signore, e vede che in essa non c’è niente di sano: la vede tutta piena di cicatrici e di frustate, i segni degli spergiuri e delle cattiverie, poiché ciascuna azione lascia un marchio nell’anima, vede che tutto è distorto per l’abitudine alla menzogna e al’insolenza, e che non c’è niente di diritto in essa, perché è cresciuta lontano dalla verità, vede che l’anima è tutta sproporzionata e sgraziata, a causa del suo comportamento licenzioso, molle, violento, scostumato vedendola così, subito la caccia disonorevolmente in prigione, dove l’anima deve andare per sottoporsi ai meritati castighi.

                                      Platone, “Gorgia”, 524d-525a

Immagine: 

Il mosaico, proveniente da un’area sepolcrale, raffigura uno scheletro umano, disteso forse su un letto da banchetto, che indica il motto dell’oracolo di Delfi Gnothi sautòn, “conosci te stesso”, qui inteso come esortazione a conoscere i limiti della natura umana e la caducità della vita. Piccoli modelli di scheletri umani, le cosiddette larvae conviviales, erano spesso presenti sulle tavole dei banchetti come monito a godere delle gioie della vita.

Roma, via Appia, Convento di San Gregorio III secolo d.С. Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano.

 

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