APPIA LA REGINA VIARUM

APPIA LA REGINA VIARUM La via Appia era una strada romana che collegava Roma a Brundisium (Brindisi), uno tra i più importanti porti dell’Italia antica, un porto da cui iniziavano le rotte commerciali per la Greciae l’Oriente. L’Appia, è considerata la regina viarum , è universalmente ritenuta una delle più grandi opere di ingegneria del mondo antico per l’enorme impatto economico, militare e culturale che essa ha avuto sulla società romana. I lavori per la costruzione iniziarono nel 312 a.C. per volere del censore Appio Claudio Cieco, che fece ristrutturare ed ampliare una strada preesistente che collegava Roma ai Colli Albani, prolungandola fino a Capua, da alcuni anni posta sotto il controllo romano. Alla metà del III sec. a.C. il tragitto fu esteso fino a Maleventum, in cui erano stati da poco inviati…

DEVOTIO

DEVOTIO La devotio era una pratica mistica in uso nell’antica Roma secondo la quale il comandante dell’esercito romano si immolava agli Dei Mani per ottenere, la salvezza e la vittoria dei suoi uomini. Solitamente a immolarsi erano il console o il dittatore romano, ma in alcuni casi il sacrificio poteva essere esercitato anche da un qualsiasi cittadino romano. Le devotiones erano pratiche affini alle defixiones, l’offerente pregava una divinità, non necessariamente infera, per domandare, giustizia per un qualche torto subito o che supponeva di subire. Un esempio di estremo sacrificio fu compiuto nel 340 a.C. dal console romano Publio Decio Mure, combattendo contro i Latini, dopo aver consultato gli auspicia prima della battaglia del Vesuvio e riscontrando che erano sfavorevoli, chiese al pontefice come avrebbe potuto sacrificarsi per salvare i suoi uomini, attirando su di sé la…

OCHE DEL CAMPIDOGLIO

OCHE DEL CAMPIDOGLIO Dal momento della ingnominiosa fuga dei soldati Romani, davanti all’invasione dei Galli di Brenno e del grave pericolo per Roma, alle prese con l’assedio del Campidoglio, la leggenda vuole che i Galli, di notte, tentarono di eludere la sorveglianza dei soldati e del finissimo udito dei cani, ma Marco Manlio fu allertato dallo starnazzare delle oche sacre a Giunone raccolte nel recinto del tempio di Giove. Il provvidenziale schiamazzo delle oche diede il tempo a Marco Manlio di respingere e di chiamare i rinforzi, per questo atto di coraggio Manlio fu chiamato con l’epiteto di Capitolino. Questo è il passo di Tito Livio che narra la storia: Mentre a…

BATTAGLIA del METAURO

Battaglia Del Metauro La battaglia sul fiume Metauro fu uno scontro decisivo della seconda Guerra Punica tra Roma e Cartagine, combattuto il 22 giugno del 207 a.C., le forze cartaginesi erano guidate da Asdrubale Barca, fratello di Annibale, che si suppone portasse rinforzi per l’assedio di Roma. L’esercito repubblicano era comandato dai due consoli Marco Livio Salinatore e Gaio Claudio Nerone. Claudio Nerone aveva già combattuto contro Annibale a Grumento, qualche centinaio di chilometri a sud del Metauro, e si ricongiunse a Livio Salinatore con una marcia forzata all’insaputa dei Cartaginesi, i quali si trovarono così in inferiorità numerica. Asdrubale per giungere in Italia aveva eluso in Spagna l’inseguimento di Publio Cornelio Scipione….

REGIFUGIUM

Regifugium Nel calendario romano il 24 febbraio veniva celebrata una importante ricorrenza: la fuga del re (regifugium). L’avvenimento della cacciata di Tarquinio il Superbo, ci viene raccontato da Tito Livio. Durante una pausa delle lunghe battaglie, i rampolli della famiglia regia passavano il tempo in convivi e in baldorie. Spesso, Sesto Tarquinio e Lucio Tarquinio Collatino lasciavano nottetempo l’accampamento militare per recarsi a Roma. Un giorno si recarono a Collazia, alla domus di Lucio Tarquinio Collatino dove furono accolti da Lucrezia, premurosa e devota moglie di Lucio che mostro una squisita ospitalità a Sesto Tarquinio. I modi gentili della padrona di casa e complice l’abbondante libagione, una sinistra morbosità invase Sesto Tarquinio, quello di…

AEGERIA

…Lucus erat quem medium ex opaco specu fons perenni rigabat aqua. Quo quia se persaepe Numa sine arbitris velut ad congressum deae inferebat, Camenis eum lucum sacravit, quod earum ibi concilia cum coniuge sua Egeria essent.  …C’era un bosco, nel mezzo, attraversato da una fonte d’acqua perenne che sgorgava da un’oscura grotta. E poiché Numa assai spesso vi si recava senza testimoni, per incontrarsi con la dea, consacrò quel bosco alle Camene poiché qui esse si ritrovavano con Egeria, sua sposa. Tito Livio, Storia di Roma I – 21 Immagine: Ninfeo di Egeria del parco della Caffarella – Roma               Foto di Parco della Caffarella

CONSUALIA di DICEMBRE

Conso era un antico dio italico dei granai e degli approvvigionamenti, l’ara contenuta nel sacrario era sempre coperta di terra e non veniva dissepolta se non durante le feste del dio, ricorrenti ogni anno il 21 agosto e il 15 di dicembre date che coincideva con il termine della raccolta e della semina. Lucio Papirio Cursore, dopo l’espugnazione di Taranto, gli dedicò nel 272 a.C. un tempio. Secondo la fonte di Dionigi di Alicarnasso il dio Conso, era identificato nel Neptunus Equestris, ovvero nel dio Nettuno protettore degli equini. Pertanto erano di rigore le celebrazioni con corse di asini, cavalli assistevano anche gli equini non concorrenti, ricoperti con ghirlande floreali e per quel…

DEDICA TEMPIO DEA PIETAS

Il tempio della Pietà era un antico tempio romano situato nell’area del Foro Olitorio, nella IX regione augustea. Il tempio fu dedicato da Manio Acilio Glabrione nel corso della battaglia delle Termopili del 191 a.C. alla Pietà. Iniziato da lui, fu completato e dedicato nel 181 a.C. dal suo omonimo figlio, che fu a tal scopo nominato duumviro. Questo tempio sorgeva nel margine orientale dell’area in seguito occupata dal Teatro di Marcello e fu distrutto da Giulio Cesare nel 44 a.C., quando iniziarono i lavori preparatori per l’edificazione del teatro. Per la prima volta in Roma, il tempio conteneva una statua dorata che raffigurava un cittadino, in questo caso Glabrione (padre). La Dea Pietas,…

TEMPIO DIANA 13 agosto

Festa celebrata in onore della Dea Diana, si ricordava la dedicatio, fu costruito per volere di Servio Tullio  …pomerium protulit colles urbi adiecit Quirinalem Viminalem Aesquilinum templum Dianae cum Latinis in Aventino fecit.  …ai limiti del pomerio aggiunge alla città le colline del Quirinale, del Viminale, del’Esquilino, edifica insieme con i latini il tempio di Diana sull’Aventino. Periochae ab Urbe condita libri, 1.40. Immagine: Ara votiva con raffigurata Diana Museo delle Navi, Nemi – Roma

VENUS OBSEQUIENS 19 Agosto

Nel 295 a.C., quando era edile curule Quinto Fabio Gurgite, dedicò un tempio a Venere Propizia (Venus Obsequiens), dopo una battaglia vittoriosa contro i Sanniti. Il tempio, che venne costruito vicino al Circo Massimo, fu finanziato con le multe imposte alle matrone, che avevano comportamenti pubblici non consoni al nobile lignaggio cui appartenevano.

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