666666666666 Pompei – Cvltvs Deorvm

AMORE FILIALE

Amore filiale Commovente è la leggenda dell’amore filiale di Pero, che ha allattò al proprio seno come un bambino il suo vecchio padre Micone, che si trovava in carcere e condannato a morte con il supplizio della fame. Pero allattò il vecchio padre di nascosto dalle guardie, i giudici, commossi dal gesto, fecero liberare il vecchio. Questa leggenda è stata effigiata in molti dipinti, quello più antico è l’affresco della casa di Marco Lucrezio Frontone, dove quasi illeggibile come fosse una didascalia e descritto l’affresco: Quae parvis mater natis alimena parabat foruna inparios verti iniqua cibos aevo dignum opus est. tenui cervice seniles aspice, iam venae lacte meante micani Admotoque simul volu…

LA POESIA SUI MURI DI POMPEI

La Poesia Sui Muri Di Pompei Nulla può durare in eterno, il sole che brilla così chiaro, sprofonderà nel mare, anche la luna decresce, che ora brillava piena. Così, alle burrasche della tua Venere segue spesso il dolce zeffiro. Scritto di anonimo, nella casa di Caio Giulio Polibio, a Pompei. La casa di Giulio Polibio risale al II sec. a.C. e occupa gran parte dell’isolato: all’ingresso segue un ambiente chiuso e decorato in ‘primo stile’ (la finta porta dipinta, di ‘secondo stile’, maschera la chiusura di una porta preesistente).  Nella zona di servizio ci sono la cucina e il larario dipinto, per il culto dei Lares (divinità domestiche): essi sono raffigurati in alto, con…

MERCURALIA

Mercuralia                                                                                 Le Mercuralia erano una antica festività romana in onore di Mercurio, era il messaggero degli dei, ma era anche il dio romano del commercio e, alle idi di maggio (il 15), i mercanti si radunavano presso una fontana a lui dedicata non lontana dalla Porta Capena. A causa del fatto che per la loro attività spesso dovessere fare ricorso all’imbroglio o a menzogne, dopo essersi purificati ed avendo indosso solo una tunica,…

PAURA DI PERDERE L’AMORE 

In questa elegia Properzio mette in risalto di non temere tanto la morte ma bensi teme di più perdere l’amore dell’amata Cinzia. Il suo unico timore è l’essere seppellito senza l’amore della sua amata e che anche dall’aldilà lui continuerà ad amarla e le resterà fedele. Il timore del poeta è l’essere dimenticato e spera che lei provi gli stessi sentimenti d’amore per le sue ceneri e che una volta trapassato la sua tomba non resti trascurata. Non temo i tristi Mani, oh mia Cinzia, non voglio ritardare i fati dovuti al rogo estremo, ma che le mie spoglie rimangano prive del tuo amore, questo è il mio timore, più della morte…

FONTINALIA 13 OTTOBRE

Fontinalia era una festività dedicata alle sacre fonti il cui dio era Fontus figlio di Giano e della ninfa Giuturna nonché fratello di Tiberino quindi era un’antica divinità italica.. Durante le Fontinalia si gettavano nelle fontane ghirlande di fiori e si offrivano al dio sacrifici di vino, olio, etc. La festa si svolgeva il 13 ottobre presso la porta Fontinalis delle mura serviane. Aveva un ara consacrata ai piedi del Gianicolo, non lontano dalla presunta tomba di Numa. Durante questa festività morì nel 54 d.C. morì avvelenato l’imperatore Claudio Iam si est Ceres a gerendo — ita enim dicebas —, terra ipsa dea est et ita habetur; quae est enim alia Tellus; sin terra, mare etiam,…

FORTUNA PUBBLICA

Anniversario della dedica del tempio della Fortuna Publica Citerior. La dea Fortuna protegge la vita degli uomini e la indirizza. Era uno dei tre templi dedicati alla Fortuna Pubblica sul Quirinale. La dedica del tempio alla Fortuna Pubblica Citerior nel calendario prenestino l’anniversario era segnato al 5 di aprile. qui dicet ‘quondam sacrata est colle Quirini             hac Fortuna die Publica’, verus erit. Sarà veritiero colui che dirà un tempo in questo giorno                                                                                                                                                                                                           fu consacrato un Tempio alla Fortuna Pubblica sul colle Quirinale.   Ovidio, I Fasti 375 -376 Immagine: Traiano su retro Dea Fortuna

PLINIO IL GIOVANE, LETTERE AI FAMILIARI

24 AGOSTO POMPEI, ERCOLANO, STABIA, OPLONTIS,  cadono nell’oblio, un sonno lungo secoli, preservandoci spaccati di vita quotidiana, fatto di amore, odio, intrighi, sesso, di gaiezza e di sfrenatezza, spezzato da un cataclisma inaspettato, coloro che credevano un monte si rivelò un vulcano distruttore, quello stesso vulcano che rendeva la terra fertilissima. PLINIO IL GIOVANE, LETTERE AI FAMILIARI, 6, 14-15-16  Caio Plinio al suo Tacito, salute 14 vix consideramus, et nox, non qualis inlunis aut nubila, sed qualis in locis clausis lumine exstincto, audires ululatus feminarum, infantum quiritatus, clamores virorum: alii parentes, alii liberos, alii coniuges vocibus requirebant, vocibus noscitabant.  15 hi suum casum, illi suorum miserabantur; erant, qui metu mortis mortem precarentur;…

Novellia Primigenia

Sui muri spesso c’erano indicazioni dove invitavano a recarsi in un postribolo e di chiedere in particolare di qualcuna che offriva prestazione particolari: Nucerea(e!) quaeres ad porta(m) Romana(m) / in vico Venerio Novelliam / Primigeniam » A #Nocera, presso Porta Romana, nel quartiere di Venere, chiedi di Novellia Primigenia Affresco di Marte e #Venere metà I sec. d.C. Pompei, Casa di #Marte – #Pompei