DEVOTIO

DEVOTIO La devotio era una pratica mistica in uso nell’antica Roma secondo la quale il comandante dell’esercito romano si immolava agli Dei Mani per ottenere, la salvezza e la vittoria dei suoi uomini. Solitamente a immolarsi erano il console o il dittatore romano, ma in alcuni casi il sacrificio poteva essere esercitato anche da un qualsiasi cittadino romano. Le devotiones erano pratiche affini alle defixiones, l’offerente pregava una divinità, non necessariamente infera, per domandare, giustizia per un qualche torto subito o che supponeva di subire. Un esempio di estremo sacrificio fu compiuto nel 340 a.C. dal console romano Publio Decio Mure, combattendo contro i Latini, dopo aver consultato gli auspicia prima della battaglia del Vesuvio e riscontrando che erano sfavorevoli, chiese al pontefice come avrebbe potuto sacrificarsi per salvare i suoi uomini, attirando su di sé la…

EQUIRRIA

Equiria Le festività dell’#Equiria si svolgevano il 27 Febbraio e il 14 Marzo. Si trattava di corse rituali di carri trainati da cavalli. Queste corse erano riti propiziatori dedicati a Marte, al quale era dedicato il primo mese dell’anno, in quanto dio protettore di Roma, esse terminavano sei mesi più tardi, nel giorno dell’October equus 15 ottobre. I sacerdoti tenevano riti di purificazione dell’esercito. Si tenevano corse di cavalli nel Campo Marzio. Queste corse servivano ad aprire la stagione primaverile ingraziandosi il dio della guerra poiché con il mese di marzo riprendevano tutte le attività tra cui la navigazione delle merci e le operazioni di guerra. La rappresentazione astronomica e cosmica, che…

OCTOBER EQUUS 15 Ottobre

L’October Equus si teneva alle idi di ottobre. Si svolgeva nel campo marzio una corsa di carri trainati da due cavalli, al termine della corsa veniva sacrificato a Marte il cavallo vincente di destra della biga con un colpo di lancia vibrato dal Flamine marziale, per la cui testa si accendeva una furiosa contesa tra gli abitanti della Suburra che volevano portarla alla Turris Mamilia e quelli della Via Sacra che la volevano portarla alla Reggia. Mentre la coda  tagliata era rapidamente portata alla reggia  ancora sanguinante, in modo  da aspergere con le  gocce di sangue il cortile e sacrificarla sull’ara della Reggia.  October equus appellabatur, qui in campo Martio mense Octobri Marti…

INNI OMERICI : ATENA

INNI OMERICI  : ATENA  1 Εἲς Ἀθήναν Παλλάδ᾽ Ἀθηναίην ἐρυσίπτολιν ἄρχομ᾽ ἀείδειν, δεινήν, ᾗ σὺν Ἄρηι μέλει πολεμήια ἔργα περθόμεναί τε πόληες ἀϋτή τε πτόλεμοί τε, καί τ᾽ ἐρρύσατο λαὸν ἰόντα τε νισσόμενόν τε. 5 χαῖρε, θεά, δὸς δ᾽ ἄμμι τύχην εὐδαιμονίην τε.   1 Oh Pàllade Atena custode delle città, voglio cantare, tremenda: ad essa e a Marte sono care le gesta della guerra, sono care le città saccheggiate, le grida e le zuffe: essa, se vanno alla guerra, se tornano, protegge le turbe. 5 Salve, oh Diva! Fa’ che io viva sereno e felice.   Dettaglio Statuetta in bronzo di Atena Museo Archeologico Statale Gaio Cilnio Mecenate 

TEMPIO DI MARTE 1 giugno

Anniversario del Tempio di Marte situato nei pressi di Porta Capena lungo Appia dove c’era una altura chiamata Clivus Martis, fu dedicato el 388 a.C. dal duumviri sacris faciundus T. Quinzio.         I duumviri (“due uomini”) erano patrizi che avevano il compito e le responsabilità della cura e della consultazione dei libri Sibillini.  Lux eadem Marti festa est, quem prospicit extra appositum Tectae porta Capena Viae. Nello stesso giorno si festeggia Marte, Il cui tempio è prospicente a porta Capena presso l’apposita via Coperta.   Ovidio, I Fasti, lib. VI  191 – 192

TUBILUSTRIUM 23 marzo

Il 23 di marzo avveniva la cerimonia lustrale (lustrium) delle trombe (tubae) di guerra (sala dei calzolai), con la quale si inaugurava la stagione dedicata alle campagne militari.  La cerimonia era tenuta il 23 marzo, nell’ultimo giorno dei Quinquatria, una festa dedicata al dio Marte; una seconda celebrazione avveniva il 23 maggio, ed era dedicata a Vulcano, fabbro divino, in quanto artefice delle tubae. I’Atrium Sutorium era la sede della congregazione dei calzolai, e veniva accompagnato da sacrifici e giochi, i Salii, i sacerdoti del culto di Marte, giravano per la città danzando. La celebrazione del Tubilustrium avveniva all’inizio della primavera, in quanto la preparazione rituale degli strumenti militari ricordava l’inizio del…

VENERE e la PRIMAVERA

nec Veneri tempus, quam ver, erat aptius ullum vere nitent terrae, vere remissus ager nunc herbae rupta tellure cacumina tollunt nunc tumido gemmas cortice palmes agit et formosa Venus formoso tempore digna est utque solet, Marti continuata suo est. A Venere nessun tempo è più appropriato della primavera la terra risplende il campo e soffice ora spunta l’erba tra le crepe della terra spuntano gemme dalle gonfie cortecce e la formosa Venere è degna del bel tempo e segue come di solito il suo diletto Marte Ovidio – I Fasti lib. IV, 125 – 130

SACRUM MAMURIO 14/15 marzo

Nella Religione Romana, i Mamuralia o Sacrum Mamurio era una festività che ricorreva il 14 o 15 marzo, menzionata solo dalle fonti più antiche. Il nome della festività è legato a Mamurio Veturio, che secondo la tradizione fu l’artigiano che costruì gli scudi rituali, (gli Ancilia) che erano appesi nel Tempio di Marte. Il Calendario Romano originariamente iniziava in Marzo, i Mamuralia erano le festività che sancivano il passaggio dal vecchio al nuovo anno. Secondo la leggenda Mamurio fu incaricato da Numa Pompilio di fabbricare undici scudi identici all’Ancile, lo scudo che cadde dal cielo, come segno inviato da Giove per testimoniare l’invincibilità di Roma e sancire il suo destino di futura dominatrice…

Novellia Primigenia

Sui muri spesso c’erano indicazioni dove invitavano a recarsi in un postribolo e di chiedere in particolare di qualcuna che offriva prestazione particolari: Nucerea(e!) quaeres ad porta(m) Romana(m) / in vico Venerio Novelliam / Primigeniam » A #Nocera, presso Porta Romana, nel quartiere di Venere, chiedi di Novellia Primigenia Affresco di Marte e #Venere metà I sec. d.C. Pompei, Casa di #Marte – #Pompei

MARTE e REA SILVIA

MARTE e REA SILVIA Eri ancora inerme allora quando ti prese l’amore per la sacerdotessa Romana affinché dessi una nobile discendenza a questa città la Vestale Silvia (infatti chi mi vieta di iniziare da lei) un mattino andava verso la fonte a lavare i sacri arredi era giunta alla riva tramite un leggero declivio depone il vaso in creta che teneva in capo evstanca si siede in terra riceve a seno nudo il superiores riavvia la chioma scomposta dal vento Mentre siede salici ombrosi e il canto degli uccelli e il lento mormorio dell’acqua gli conciliano il sonno blandamente una quiete furtiva si insinua nei suoi occhi la mano gli cade languidamente…

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