SACRIFICARSI PER IL FUTURO DEI FIGLI

Sacrificarsi per il futuro dei Figli Tutto ciò che noi facciamo nella vita, è stato appreso e benificiamo del lavoro dei nostri genitori, che a loro volta hanno beneficiato dei sacrifici degli avi : Nec vero dubitat agricola, quamvis sit senex, quaerenti, cui serat respondere: ‘Dis immortalibus, qui me non accipere modo haec a maioribus voluerunt, sed etiam posteris prodere. Il contadino, per quanto sia vecchio , se gli chiedi per chi sta seminando non esita a risponderti : “Per gli dei immortali, i quali hanno voluto che non solo ricevessi queste cose dai miei avi, ma anche che le trasmettessi ai miei discendenti.” Cicerone, De senectute, 25

ESPERIENZA NELLA VITA

Esperienza nella vita Quanti errori si compiono per avventatezza, precipitazione o quando non si hanno doti innate per dei compiti assegnati o che si presentano nel corso della vita. Le cose importanti non si fanno né con la forza né con l’agilità o con la celerità, ma col senno, col prestigio, con le idee; doti, queste, di cui la vecchiaia che solitamente non soltanto non s’impoverisce, ma addirittura si arricchisce. Non viribus aut velocitate aut celeritate corporum res magnae geruntur, sed consilio auctoritate sententia; quibus non modo non orbari, sed etiam augeri senectus solet. Cicerone, De Senectute – Cato Maior Immagine: Karl Johnson in CATONE in Rome HBO Movie

BATTAGLIA DI FORUM GALLORUM 

Battaglia Di Forum Gallorum  La battaglia di Forum Gallorum fu combattuta il 14 aprile del 43 a.C. tra le legioni, agli ordini dei consoli del 43 a.C., Aulo Irzio e Vibio Pansa, inviate dal senato e alleatosi con quelle di Ottaviano per fronteggiare quelle di Marco Antonio. Dopo appena un anno dalla morte di Cesare, il luogotenente del dictator Marco Antonio perdeva il prestigio e il carisma per l’entrata sulla scena di Ottaviano, erede di Cesare per adozione, e per l’accesa ostilità di Cicerone che con le sue filippiche riuscì nell’intento di sminuire la figura di Marco Antonio, Il casus belli della guerra civile fu l’azione di Marco Antonio di attaccare e…

IUNO SOSPITA

IUNO SOSPITA Il primo di febbraio si celebrava la dedicazione del tempio di Iuno Sospira. Giunone era una divinità, legata al ciclo lunare dei primitivi popoli italici. Era l’antica divinità del matrimonio e del parto, spesso rappresentata nell’atto di allattare, la quale assunse, in seguito, le funzioni di protettrice dello Stato, la divinità fu importata da Lanuvio, dove una volta l’anno i consoli romani si recavono per omaggiare e rendergli un sacrificio: …Nolite a sacris patriis Iunonis Sospitae cui omnis consules facere necesse est… …Non vogliate soprattutto strappare dai sacrifici patrii di Giunone Salvatrice a cu è necessario che tutti i consoli facciano sacrifici… Cicerone, pro murena 90 In suo onore erano stati…

LA VIRTUOSITÀ NELL’AMICIZIA  

Quam ob rem quale disputari de amicitia possunt ab eis censeo petatis qui ista profitentur ego vos hortari tantum possum ut amicitiam omnibus rebus humanitas anteponatis nihil est enim tam naturae aptum tam conveniens ad res vel secundas vel adversas “Posso solo esortarvi ad anteporre l’amicizia ad ogni altro valore terreno, perché niente è tanto conveniente alla natura dell’uomo, niente così opportuno nella buona o cattiva sorte. Innanzi tutto la mia opinione è questa: l’amicizia può sussistere solo tra persone virtuose” ‘ Cicerone, De Amicitia, lib. V, 17-18

FEBBRE

FEBRIS                                                                                                                Nella Mitologia romana Febbre (Febris) era la dea della Febbre, che deriva dal dio etrusco Februus ed aveva un altare sul Palatino, era un semplice numen malefico di cui si cercava di accattivarsi la protezione, non aveva una propria leggenda, ma veniva particolarmente celebrata con i riti dei Lupercalia nel mese di febbraio che toccavano il…

VICA POTA

Vica Pota era una dea romana che simboleggiava la vittoria e la conquista (dal latino Vincere – Potiri), infatti Cicerone (De legibus 2.28) fa derivare l’etimologia dal latino vincendi atque potiundi la sua festività veniva celebrata il 5 gennaio. Il tempio di questa divinità sorgeva sulla Velia uno dei colli su cui sorgeva Roma, sul luogo dove sorgeva la domus che Publio Valerio Publicola fece distruggere quando tra il popolo si diffuse la voce che volesse farsi re. (Tito Livio, Ab Urbe Condita, II, 7.6).  Il letterato romano Quinto Asconio Pediano la identificava con la dea Vittoria, ma probabilmente deriva da una dea italica, precedente alla greca Nike [28] Bene vero quod…

CATONE IL SAPIENTE

Catone citato in de Senectute di Cicerone.                                                 Catone per per le sue doti di fermezza caratteriali, uomo di notevole cultura, di molteplici interessi e di esperienza politica era soprannominato il Sapiente.  Quocirca si sapientiam meam admirari soletis (quae utinam signa esset opinione vestra nostroque cognomine) in hoc sumus sapientes quod naturam optumam ducem tamquam deum sequimur eique paremus a qua non veri simile est cum ceterae partes aetatis bene descriptae sint extremum actum tamquam ab inerti poeta esse neglectum . Sed tamen necesse fuit esse aliquid extremum et…

TEMPIO Della Dea Tellus

Il 13 Dicembre era l’anniversario della dedicazione del tempio della Dea Tellus, personificazione della Terra nutrice, Terra Mater. Dea della fecondità degli animali e dei vegetali, sovrintenda alla nascita degli esseri animali. Il tempio di Tellure era situato sull’Esquilino, presso il quartiere delle Carinae. Il tempio fu inaugurato nel 268 a.C. dal console Publio Sempronio Sofo per celebrare l’Italia unificata sotto il potere romano. Sulle sue pareti vi era infatti una raffigurazione dipinta dell’Italia. Il tempio fu restaurato nel 54 a.C. per iniziativa Cicerone che abitava proprio nelle Carina e vi furono tenute anche delle sedute del Senato, fra cui quella famosa del 17 marzo del 44 a.C., a pochissimi giorni dall’uccisione di Giulio…

MORTE DI CICERONE

Marco Tullio Cicerone il 7 dicembre del 43 a.C. moriva a Formia. Dopo l’assassinio di Cesare divenne acerrimo avversario di Marco Antonio, finendo sulle liste di proscrizione di quest’ultimo. Cicerone, conscio del pericolo si rifugiò nella sua villa di Formia, attraverso le 14 orazioni delle “Filippiche”, Cicerone tentò vanamente di screditare l’autorità di Antonio a favore del giovane #Ottaviano. Ottaviano nulla potè fare per salvare l’amico Cicerone, per meri fini politici in essere con il Secondo Triumvirato del 43 a.C., tra Ottaviano, Marco Antonio e Lepido. Cicerone raggiunto dagli uomini di Marco Antonio lo uccisero tagliandogli la testa. La sua testa e le sue mani, che avevano vilipeso l’autorità di Antonio vennero…

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