BUON ANNO ROMA

BUON ANNO ROMA 1 Marzo nel calendario romano era la festività del  nuovo anno. “et succensa sacris crepitet bene laurea flammis, omine quo felix et sacer annus erit Laurus ubi bona signa dedit, gaudete coloni odistendet spicis horrea plena Ceres”   “e l’alloro acceso crepiti propizio sulle sacre fiamme, presagio che l’anno sarà sacro e felice. Quando l’alloro dà segni propizi, rallegratevi, o coloni: Cerere renderà i granai colmi di spighe”   Albio Tibullo. 2,5,81

Catone, citazione in Aulo Gellio, Notti attiche, XI, 18, 18.

“Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt, fures publici in auro atque in purpura.”          “I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori.”   Catone, citazione in Aulo Gellio, Notti attiche, XI, 18, 18.

13 febbraio dedicazione del tempio di FAUNO

L’ Aedes Fauni era l’unico tempio di Roma dedicato al dio Fauno. Fu edificato sull’Isola Tiberina su commissione degli edili plebei Gneo Domizio Enobarbo e Gaio Scribonio Libone nel 196 a.C., la costruzione fu finanziata da una multa comminata dagli edili plebei, al possessore di un gregge che, probabilmente, aveva pascolato indebitamente su d…i un pascolo pubblico, Fauno era il dio dei boschi e delle greggi. Domizio dedicò il tempio nel 194 a.C., alle idi di febbraio, che anticipavano di due giorni la festività romana maggiore di Fauno, le Lupercalia. Immagine: Satiro, Ciro Ferri 1670  

13 Febbraio FORNACALIA

Ciascuno nella propria Curia offra farro abbrustolito alla dea Fornace. La festa dei Fornacalia era dedicata ai forni per cuocere il pane, la cui dea Fornace era custode del buon funzionamento del forno e per la cottura del pane. Il culto fu introdotto da Numa Pompilio. I Fornacalia probabilmente duravano nove giorni, come altre celebrazioni romane, la festività non aveva una data fissa nel calendario, quindi avrebbero potuto iniziare alle Nonae di febbraio, mentre si sa per certo che terminavano in coincidenza dei Quirinalia il 17 del mese. Durante i Fornacalia veniva offerta alla dea la “Mola Salsa” preparata dalle Vestali, la mola salsa erano chicchi di farro abbrustoliti e pestati in un…

23 Febbraio TERMINALIA

In una comunità, agricola e pastorale, era di vitale importanza la piccola proprietà, suddivise con cippi e tronchi che delimitavano i campi. Secondo la tradizione romana la festività fu introdotta da Numa Pompilio, secondo re di Roma, che dopo aver stabilito i confini tra i poderi dei possidenti romani, li sacralizzò dedicandoli a Jupiter Terminalis , cui fu dedicata la festività dei Terminalia, stabilì che si celebrassero i sacrifici ogni anno, inoltre, erano puniti con la morte chiunque occultava o spostava a proprio favore i confini stabiliti. Queste leggi naturalmente disciplinavano non solo le proprietà private ma anche quelle pubbliche, infatti i cippi sui terreni publici errano considerati confini delle terre romane…

15 MARZO ANNA PERENNA

Conscio il fiume fermò e tacitò le acque e lei stessa parlo “Sono una Ninfa del placido Numico nascosta nell’onda perenne mi chiamo Anna Perenna” subito nei campi dove erano andati erranti lieti banchetti con vino abbondante festeggiano loro stessi per loro è la Luna che completa i mesi dell’anno altri credono che sia Temi ed altri la vacca Inachia c’è chi dice che sei la ninfa Azanida e che tu abbia dato il cibo a Giove Sustinuit tacitas conscius amnis aquas Ipsa loqui visa est “placidi sum nympha Numici: amne perenne latens Anna Perenna vocor” protinus erratis laeti vescuntur in agris et celebrant largo seque diemque mero. Sunt quibus haec Luna…

13 Febbraio PARENTALIA

13 Febbraio PARENTALIA Le Parentalia erano delle festività a carattere prevalentemente privato, che si celebravano in onore dei defunti della famiglia, portando doni piccoli doni sulle tombe dei propri cari. Le celebrazioni si svolgevano nel mese di febbraio dalle idi (13 febbraio) al 21 febbraio, giorno riservato alla celebrazione delle feralia, la vera e propria festa dei morti. Si credeva in tal giorno che le anime dei defunti potessero girare liberamente tra i vivi. Est honor et tumulis, animas placare paternas, parvaque in exstructas munera ferre pyras. parva petunt manes: pietas pro divite grata est munere; non avidos Styx habet ima deos. tegula porrectis satis est velata coronis et sparsae fruges parcaque…

15 Febbraio LUPERCALIA

Dalle fonti Dionisio di Alicarnasso “antichità romane I, 80, 1-3”  e Plutarco, “vita di Romolo 21, 4,” i Lupercali furono istituiti da Evandro, che aveva recuperato un rito arcade. Tale rito consisteva in una corsa a piedi di giovani senza abiti e con le pudenda coperte dalle pelli degli animali sacrificati, tutto in onore di Pan Secondo una leggenda narrata da Ovidio : Quid mini clamabat prodest rapuisse Sabine Romolus hoc illo sceptra tenente fuit Si mea non vires sed bellum iniura fecit Vitilius fuerat non habuisse nurus Monte sub Esquilio multis annis Iunonis magnae nomine lucus erat Huc ubi venerunt pariter nuptaeque virique Suppliciter posito procubuere genu Cum subito motae tremuere…

MADRE TERRA

Nei libri dei Pontefici essa (la Terra) è invocata con il nome di (indigitari) Bona, Fauna, Opis e Fatua. Bona perchè produce tutto ciò che è buono per il nostro sostentamento, Fauna perchè favorisce (favet) tutto ciò che serve agli esseri viventi, Opis perchè per opera sua si mantiene la vita, Fatua dal parlare (a fando) perchè i bambini appena nati non parlano prima di aver messo i piedi a terra” (Macrobio, Saturnalia, I)

MATRONALIA 1 Marzo

Romolo chiamò Martius, dedicandolo a suo padre Marte, il primo mese dell’anno che segnava anche il capodanno romano, periodo dell’anno . Ma il primo marzo anziché celebrare il dio della guerra e dell’agricoltura a Roma si celebrava Giunone Lucina, protettrice della famiglia e delle nascite. Plinio ci dice che fin dal 375 a.C. c’era sull’Esquilino un tempio dedicato a Giunone Lucina. Ovidio nei fasti interroga, Marte, sul perchè di una festa dedicato alle donne nel mese che porta il suo nome:   Si licet occultos monitus audire deorum vatibus, ut certe fama licere putat, cum sis officiis, Gradive, virilibus aptus, dic mihi matronae cur tua festa colant.’ sic ego. sic posita dixit mihi casside Mavors Se…

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