ACQUA e ACUEDOTTI

Così scriveva Sesto Giulio Frontino, nominato “Curator Aquarum” durante il principato di Nerva.   …Tot aquarum tam multis necessariis molibus pyramidas videlicet otiosas compares aut cetera inertia sed fama celebrata opera Graecorum…   …Una tale quantità di strutture, che traspotrtano tanta acqua, se vuoi comparale con le oziose Piramidi o con le altre inutili, se pur famose inutili opere dei Greci… De Aquis I – 16 Sesto Giulio Frontino   Nel periodo aureo della Roma imperiale, dalle superbe costruzioni che stupivano i visitatori che arrivavano in città si è stimato che, gli undici acquedotti, fornivano alla cittadinanza circa quasi un milione di metri cubi d’acqua pro capite. Gli acquedotti approvvigionavano un sistema…

MARTE e REA SILVIA

Eri ancora inerme allor quando ti innamorasti della sacerdotessa Romana affinché dessi una nobile discendenza a questa città la Vestale Silvia (infatti chi mi vieta di iniziare da lei) un mattino andava verso la fonte a lavare i sacri arredi era giunta alla riva tramite un leggero declivio depone il vaso in creta che teneva in capo e stanca si siede in terra riceve a seno nudo il vento riavvia la chioma scomposta dal vento Mentre siede salici ombrosi e il canto degli uccelli e il lento mormorio dell’acqua gli conciliano il sonno blandamente una quiete furtiva si insinua nei suoi occhi la mano gli cade languidamente dal mento Marte la vede…

5 marzo NAVIGIUM ISIDIS

Il Navigium Isidis era un rito festoso dedicato alla vicenda della dea Iside, ella fece risorgere il suo sposo Osiride dopo aver ritrovato, viaggiando per mari, tutte le parti del suo corpo smembrato. La festa consisteva in un corteo in maschera in cui un’imbarcazione di legno veniva ornata di omaggi floreali. In questo rito, Iside veniva celebrata in quanto simbolo del Principio femminile e della sua fertilità, che domina l’esistente.  Il Navigium Isidis si teneva in data variabile corrispondente alla prima luna piena seguente l’equinozio di primavera, dopo che, nel 391, il cattolicesimo venne ufficializzato come religione dell’Impero Romano fu sostituito dalla celebrazione della resurrezione di Cristo. Una testimonianza della della presenza dei…

AUGUSTO PONTIFICE MASSIMO

Il 6 marzo del 12 a.C. Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto diviene Pontefice Massimo alla morte avvenuta nel 13 a.C. di Marco Emilio Lepido, quest’ultimo seppure costretto a un volontario esilio al Circeo mantenne la carica di Pontefice Massimo.   Foto dettaglio di Augusto in veste di Pontefice.     Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo

AUGUSTO PONTEFICE MASSIMO

Il 6 marzo del 12 a.C. Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto diviene Pontefice Massimo alla morte avvenuta nel 13 a.C. di Marco Emilio Lepido, quest’ultimo seppure costretto a un volontario esilio al Circeo mantenne la carica di pontefice massimo.     Immagine Augusto in veste di Pontifex Museo Nazionale Palazzo Massimo

Plutarco – Amatorius, 13, 756 B

“Tu vuoi  rimuovere  gli  inamovibili  fondamenti  della  nostra  fede  negli  dei, quando  chiedi  per  ciascuno  di  loro  una dimostrazione  razionale. La fede  ancestrale  dei nostri  padri  si fonda  su  se  stessa, non  si  può  trovare ed  escogitare  prova  più chiara  di  essa. Questa  convinzione  è  una  base,  un fondamento  comune  posto  all’origine della  pietà  religiosa; se  in  un  solo punto  viene  messa  in  discussione  la  sua solidità  e risulta  scossa  la  convinzione generale,  essa  diventa  tutta  quanta instabile e  sospetta.“ Plutarco – Amatorius, 13, 756 B.

BUON ANNO ROMA

BUON ANNO ROMA 1 Marzo nel calendario romano era la festività del  nuovo anno. “et succensa sacris crepitet bene laurea flammis, omine quo felix et sacer annus erit Laurus ubi bona signa dedit, gaudete coloni odistendet spicis horrea plena Ceres”   “e l’alloro acceso crepiti propizio sulle sacre fiamme, presagio che l’anno sarà sacro e felice. Quando l’alloro dà segni propizi, rallegratevi, o coloni: Cerere renderà i granai colmi di spighe”   Albio Tibullo. 2,5,81

Catone, citazione in Aulo Gellio, Notti attiche, XI, 18, 18.

“Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt, fures publici in auro atque in purpura.”          “I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori.”   Catone, citazione in Aulo Gellio, Notti attiche, XI, 18, 18.

13 febbraio dedicazione del tempio di FAUNO

L’ Aedes Fauni era l’unico tempio di Roma dedicato al dio Fauno. Fu edificato sull’Isola Tiberina su commissione degli edili plebei Gneo Domizio Enobarbo e Gaio Scribonio Libone nel 196 a.C., la costruzione fu finanziata da una multa comminata dagli edili plebei, al possessore di un gregge che, probabilmente, aveva pascolato indebitamente su d…i un pascolo pubblico, Fauno era il dio dei boschi e delle greggi. Domizio dedicò il tempio nel 194 a.C., alle idi di febbraio, che anticipavano di due giorni la festività romana maggiore di Fauno, le Lupercalia. Immagine: Satiro, Ciro Ferri 1670  

13 Febbraio FORNACALIA

Ciascuno nella propria Curia offra farro abbrustolito alla dea Fornace. La festa dei Fornacalia era dedicata ai forni per cuocere il pane, la cui dea Fornace era custode del buon funzionamento del forno e per la cottura del pane. Il culto fu introdotto da Numa Pompilio. I Fornacalia probabilmente duravano nove giorni, come altre celebrazioni romane, la festività non aveva una data fissa nel calendario, quindi avrebbero potuto iniziare alle Nonae di febbraio, mentre si sa per certo che terminavano in coincidenza dei Quirinalia il 17 del mese. Durante i Fornacalia veniva offerta alla dea la “Mola Salsa” preparata dalle Vestali, la mola salsa erano chicchi di farro abbrustoliti e pestati in un…

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