DEMOCRAZIA secondo POLIBIO

La Democrazia Secondo Polibio Finché sopravvivono cittadini che hanno sperimentato la tracotanza e la violenza […], essi stimano più di ogni altra cosa l’uguaglianza di diritti e la libertà di parola; ma quando subentrano al potere dei giovani e la democrazia viene trasmessa ai figli dei figli di questi, non tenendo più in gran conto, a causa dell’abitudine, l’uguaglianza e la libertà di parola, cercano di prevalere sulla maggioranza; in tale colpa incorrono soprattutto i più ricchi. Desiderosi dunque di preminenza, non potendola ottenere con i propri meriti e le proprie virtù, dilapidando le loro sostanze per accattivarsi la moltitudine, allettandola in tutti i modi. Quando sono riusciti, con la loro stolta…

PALILIA

Palilia Le Palilia era una festività agropastorale che si celebrava il 21 aprile in onore di Pale, che sovrintendeva alla fecondazione delle greggi e degli armenti. Le feste e i riti che venivano celebrati in tale ricorrenza furono in uso per secoli e secondo Plutarco (vite parallele di Romolo) furono associate anche alla fondazione di Roma, la descrizione dettagliate di queste cerimonie ci è invece stata tramandata da Ovidio. Le Palile si celebravano perché Pales facesse prosperare le greggi e salvaguardasse i boschi sacri dai danni delle greggi. La festa aveva due forme rituali, una urbana ed una rurale, le prime fasi della festa si celebrava con il rito di purificazione, le…

PRIMAVERA SACRA

Primavera Sacra                               di Nicola Turchi La Primavera Sacra, era un voto pubblico (ver sacrum vovere) che il magistrato, a nome del popolo romano, faceva agli dei di consacrare ad essi tutti i nati della ventura primavera, vegetali, animali e uomini. I vegetali venivano offerti e gli animali sacrificati da ciascun cittadino nel fondo dove erano nati. I neonati umani non venivano uccisi, almeno in epoca storica, ma, divenuti adulti, erano come votati alla divinità e perciò non più appartenenti alla comunità; banditi dai confini della patria, andavano a fondare altrove una colonia. La formula di questo voto,…

FORDICIDIA

Fordicidia Le Fordicidia, si celebravano il 15 di aprile, era una festa facente parte di un insieme di cerimonie che si celebravano in primavera. Ovidio ci racconta con che la festa con riti e cerimonie era per ingraziarsi la fecondità della terra, del bestiame, ma forse anche quella umana. “nunc gravidum pecus est, gravidae quoque semine terrae, Telluri plenae victima plena datur”. “Ora il bestiame è gravido, anche la terra con le sementi, così si offra a Tellus una vittima piena”                     Ovidio, I fasti, lib. IV 633 – 634 Il rito delle fordicidia, secondo Ovidio, dai pontefici venivano sacrificate vacche gravide, una…

BATTAGLIA DI FORUM GALLORUM 

Battaglia Di Forum Gallorum  La battaglia di Forum Gallorum fu combattuta il 14 aprile del 43 a.C. tra le legioni, agli ordini dei consoli del 43 a.C., Aulo Irzio e Vibio Pansa, inviate dal senato e alleatosi con quelle di Ottaviano per fronteggiare quelle di Marco Antonio. Dopo appena un anno dalla morte di Cesare, il luogotenente del dictator Marco Antonio perdeva il prestigio e il carisma per l’entrata sulla scena di Ottaviano, erede di Cesare per adozione, e per l’accesa ostilità di Cicerone che con le sue filippiche riuscì nell’intento di sminuire la figura di Marco Antonio, Il casus belli della guerra civile fu l’azione di Marco Antonio di attaccare e…

IL CONSENSO

Il Consenso Secondo Scipione Est igitur, inquit Africanus, res publica res populi, populus autem non omnis hominum coetus quoquo modo congregatus, sed coetus multitudinis iuris consensu et utilitatis communione sociatus. La Repubblica, disse l’Africano, è ciò che appartiene al popolo. Ma non è popolo ogni insieme di uomini riuniti in qualsiasi modo, ma l’unione di una moltitudine aggregata dal consenso intorno al diritto e dall’interesse comune. Cicerone, De Repubblica, lib. I – 39 Immagine: Marcello Mastroianni in “Scipione detto anche l’Africano” di Luigi Magni.  

VENERALIA

Venere Verticordia – Fortuna Virile I Veneralia erano una festività romana, celebrata il 1º aprile, dedicata a Venere Verticordia (“che apre i cuori”) e alla sua compagna, Fortuna Virile. Le donne, sposate e nubile, si recavano al tempio di Venere e rimuovevano le collane d’oro dalla statua della divinità. Dopo aver sottoposto la statua ad un lavaggio sacrale, ricollocavano le collane d’oro, decorando la statua con fiori di rosa. Successivamente le devote si recavano ai bagni pubblici maschili, coprendosi con schermi fatti di mirto, per ricordare il mito in cui Venere, sorpresa nuda a fare il bagno da alcuni satiri, si ricoprì per salvarsi. Qui, denudatesi, offrivano a Fortuna Virile dell’incenso, ottenendo…

BATTAGLIA DI TAPSO

Battaglia Di Tapso il 6 aprile 46 a.C. (Il 7 febbraio secondo il calendario gregoriano) ci fu lo scontro della battaglia di Tapso, tra le legioni di Giulio Cesare e le ultime legioni rimaste della Repubblica Romana, dopo la sconfitta subita a Farsalo e l’uccisione di Pompeo. Cesare, sbarcato in Africa con i suoi uomini mise in atto una serie di scaramucce atto a logorare gli avversari per poi dirigersi a Tapso e mettendola sotto assedio. Cesare, forte dell’esperienze passate, mise in opera linee fortificate, frutto di esperienze tattiche che aveva fatto ad Alesia in Gallia. Nulla pote il comandante delle truppe repubblicane, Metello Scipione che benché rinforzate dalle truppe del re numida Giuba,…

MAGNA MATER – LUDI MEGALESIA

Magna Mater – Ludi Megalesia Il 4 di aprile si svolgeva la festa in onore della Magna Mater, la Grande Madre di origine Frigia, si ricordava l’arrivo  a Roma, della statua della dea Cibele , proprio il 4 aprile del 204 a.C., la  statua fu prelevata dal suo luogo di culto a Pessinunte (Pergamo) , per ordine dei Libri Sibillini al fine di stornare il pericolo costituito dalla guerra con Annibale. Giunta a Roma, la statua venne provvisoriamente collocata nel tempio della Vittoria (Aedes Victoriae) sul Palatino finché, il 10 aprile del 191 a.C., non le venne dedicato un tempio tutto suo. Insieme alla statua furono importati a Roma anche una misteriosa…

ADDIO SOLE , CALLIMACO

ADDIO SOLE , CALLIMACO “Εἴπα ‘Ἥλιε χαῖρε’ Κλεόμβροτος Ὡμβρακιώτης ἥλατ΄ἀφ΄ὑψηλοῦ τείχεος εἰς Ἀίδην, ἄξιον οὐδὲν ἰδὼν θανάτου κακόν, ἀλλὰ Πλάτωνος ἓν τὸ περὶ ψυχῆς γράμμ΄ἀναλεξάμενος” “urlando «Addio sole!» Cleombroto d’Ambracia si gettò nell’Ade da un alto muro non gli era d’affanno alcun male degno della morte, aveva solo letto, sull’anima immortale, uno scritto, quello di Platone “ Callimaco, Epigrammi XXIII

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