MARCO ANNIO VERO CESARE 

Muore il 10 settembre 169 d.C., è stato uno dei tredici figli dell’imperatore Marco Aurelio e di sua moglie Faustina Minore. Nel 166 era stato nominato primo erede al principato del padre ed ebbe il titolo di Cesare a soli tre anni, ma nel 169 morì in Preneste ma morì all’età di sette anni  il 10 settembre del 169: fu suo fratello Commodo a divenire il nuovo erede di Marco Aurelio e a succedergli. dalla Historia Augusta (Capitolin., Vita Ant., 21) ci viene riportato che, alla sua morte, gli furono erette statue e che un’immagine d’oro di lui fu collocata nel circo.  Immagine: busto di Marco Annio Vero Cesare  Museo del #Louvre, foto di:…

PREGHIERA ALLA VESTALE

PREGHIERA ALLA VESTALE DI ALEXANDER POPE Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida! Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio. How happy is the blameless vestal’s lot. The world forgetting by the world forgot. Eternal sunshine of the spotless mind. Each prayer accepted and each wish resigned.  Alexander Pope

TITO ESPUGNA GERUSALEMME

8 settembre 70 d.C., TITO ESPUGNA GERUSALEMME «La città venne abbattuta dalla rivoluzione, poi i Romani abbatterono la rivoluzione, che era molto più forte delle sue mura, ai Romani il merito di aver ripristinato la giustizia. Ma ognuno può pensare come crede.» Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, V, 6, 1 L’assedio di Gerusalemme fu l’episodio decisivo della prima guerra giudaica. L’esercito romano, guidato da Tito Flavio Vespasiano assediò e conquistò la città di Gerusalemme l’8 settembre del 70 d.C., occupata dai ribelli ebrei sin dall’inizio della rivolta nel 66 d.C..

IL NIBBIO CHE VOLEVA NITRIRE.

Favole esopo. Il nibbio, durante il primo periodo della sua esistenza, aveva posseduto una voce, certo non bella, ma comunque acuta e decisa. Egli, però, era sempre stato nutrito da una incontenibile invidia di tutto e di tutti. Sapeva di essere imparentato con l’aquila, ma questo, invece di costituire un vanto, non faceva altro che alimentare la sua gelosia: capiva di essere inferiore e si rodeva dalla rabbia per questo. Invidiava gli uccelli variopinti come il pappagallo e il pavone, lodati e vezzeggiati da tutti. Inoltre, si mostrava sprezzante nei riguardi dell’usignolo, dicendo tra sé: “Sì, ha una bella vocetta ma é troppo delicata e romantica! Roba da donnicciole! Se devo cercare di…

SEVERO II

Flavio Valerio Severo, nacque in Illiria da una famiglia di umili origini a è più noto come Severo II  ed è stato un imperatore romano dal 305 al 307 nel contesto dell’organizzazione tetrarchica dell’impero. Era amico di Galerio e per sua intercessione fu coinvolto nella seconda tetrarchia il 1º maggio del 305, quando Diocleziano e Massimiano lasciarono il potere, Severo fu nominato cesare d’Occidente e con il governò dell’Italia, della Rezia, del Norico e della diocesi africana del neo-augusto Costanzo Cloro, mentre Massimino Daia assunse la stessa dignita in Oriente, con augusto Galerio. Costanzo Cloro morì il 25 luglio 306 a Eboracum le truppe di Costanzo acclamarono il figlio Costantino imperatore. Galerio intervenne, offrendo…

DOMIZIANO 14 settembre diviene imperatore

Alla morte del fratello Tito, gli successe nell’81d.C., Domiziano  muove il suo principato sull’affermazione assolutistica del potere e della ripresa all’esterno di una politica d’espansione, Infatti, con Agricola che  batte i Caledoni consolidò la conquista della Britannia, nell’83 furono sottomessi i Catti e consolidò il limes germanico. Sul fronte interno ingaggio una aspra lotta con la classe senatoria, tanto che alla sua morte il senato ne decreterà poi la damnatio memoriae, fondò il suo dispotismo su una politica popolare di ricostruzione e di abbellimento di Roma, edificando nuovi ededifici come lo stadio di Domiziano (Piazza Navona), l’arco di Tito, terminò il Colosseo e restauri di numerosi templi, tra cui quello di Giove…

DEDICA TEMPIO DI GIOVE 13 settembre

Il Tempio di Giove Ottimo Massimo o di Giove Capitolino, era dedicato alla triade capitolina era il più grande monumento esistente sul Campidoglio. Fu il centro del culto di stato romano, davanti al tempio terminavano le cerimonie trionfali e vi si svolgevano le assemblee solenni del Senato, oltre ai sacrifici augurali dei nuovi consoli. Vi erano depositati gli archivi riguardanti le relazioni estere ed i Libri sibillini. La sua fondazione sembra risalire all’ultimo quarto del VI secolo a.C. ed essere opera del re Tarquinio Prisco. I lavori per la costruzione del tempio furono continuati dal re Tarquinio il Superbo, anche grazie al bottino ricavato dalla conquista di Suessa Pometia, ma il tempio fu…

FLAVIO EZIO 21 settembre muore.

Flavio Ezio muore il 21settembre del 454 d.C. Dopo la battaglia dei Campi Catalunuci, il magister militum Flavio Ezio si rese conto di essere divenuto scomodo per la corte di Valentiniano III, ed era inviso, oltre che all’imperatore, anche al senatore Petronio Massimo e l’eunuco primicerius sacri cubiculi Eraclio. Cercò invano di convincere Valentiniano a concedere la mano di Placidia a Gaudenzio, figlio di Ezio. Valentiniano non avendo figli maschi che gli potessero succedere, Gaudenzio sarebbe divenuto, con le nozze, il naturale candidato alla successione imperiale, rafforzando di fatto la posizione di Ezio. Secondo lo storico Giovanni di Antiochia, Valentiniano sedusse con un inganno la moglie di Petronio Massimo, tornata a casa quest’ultima accuso…

AURELIANO, nasce il 9 settembre

Lucio Domizio Aureliano nasce a Sirmio, nella Pannonia inferiore, il 9 settembre 214 o 215 da una famiglia di modeste condizioni. Il padre era colono di un certo senatore Aurelio, mentre la madre sarebbe stata una sacerdotessa del Sole. È perciò possibile che, essendo Domizio il nome paterno, il futuro imperatore abbia preso il cognome Aureliano dalla madre Aurelia, probabilmente una liberta del senatore Aurelio. Non si sa se il padre avesse una qualche parentela con la gens Domitia, a cui appartenne l’imperatore Nerone. Il culto del Sole si era già esteso alla fine del II secolo, particolarmente nelle regioni danubiane, portatovi dai soldati che, come il padre di Aureliano, smesso il servizio,…

ATHENA E LA CIVETTA

Athena Glaucopide, da Omero in poi, l’epiteto di Athena più comunemente usato in poesia è ”glaukopis”,  che solitamente viene tradotto dal greco come ” lo sguardo  dagli occhi lampeggianti”. Il termine è una combinazione di glaukos che significa “lucente”, “argenteo” . È interessante notare che glaux (γλαύξ, civetta) deriva dalla medesima radice, probabilmente per i particolari occhi di cui è dotato l’animale. La figura di quest’uccello capace di vedere di notte è strettamente legata alla dea della saggezza,  fin dai primi rilievi e’ rappresentata con la civetta appollaiata sulla testa.

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