LESBIA – CLODIA

Secondo quanto ci riferisce Apuleio, la Lesbia di Catullo, così chiamata in onore di Saffo, poetessa dell’isola greca di Lesbo, è da identificare con una Clodia. Per Clodia, Catullo provò sempre una passione trascinante, che lo fece intensamente soffrire. La maggior parte dei carmi di Catullo è incentrata sull’amore non corrisposto e sui tradimenti di cui Lesbia lo fa oggetto, Il poeta, Catullo, preferì cantare del suo amore per questa donna senza riferirne il nome.  Eadem igitur opera accusent C. Catul<l>um, quod Lesbiam pro Clodia nominarit  …per il medesimo fatto accusino Catullo perché nominò Lesbia invece di Clodia,  (Apuleio, Apologia sive pro se de magia -10, 3 )

L’ESIBIZIONISTA IN AMORE

Marziale in questo epigramma redarguisce e biasima la moralità di Lesbia, che da come ci è riportato da Apuleio nel suo “Apologia” si tratta di Clodia, moglie del proconsole della Gallia Cisalpina Quinto Metello Celere e sorella del tribuno della plebe Publio Clodio Pulcro, Clodia era una donna di una bellezza raffinata, colta, ma licenziosa nei suoi atteggiamenti e nel  comportamento, fu l’amante di molti politici potenti e di poeti e giovani della buona società dell’epoca.  Lasci sempre la porta aperta e incustodita, oh Lesbia, quando fai l’amore, non ti curi di nascondere i tuoi segreti, godi più per lo spettatore che per l’amante, non ti sono gradite le gioie se sono…

GIULIANO IL CORAGGIO DI UN CENTURIONE

Giuliano  il coraggio di un centurione                                                    Durante la guerra Giudaica, nella fortezza Antonia, edificio che sorgeva nella parte settentrionale del tempio di Gerusalemme, sede della guarnigione romana  e del procutatore, fu scenarioo di una cruenta storia. Un centurione di nome Giuliano, al seguito di Tito, vedendo che la sua guarnigione stava soccombendo, con sprezzo del pericolo, come ci è riportato da Flavio Giuseppe, si getto nella mischia:  81 Un tal Giuliano, centurione di un corpo ausiliario di Bitini, una persona di non poco rilievo, che per la…

LUDI PLEBEI

I Ludi Plebei  la cui durata nei tempi più antichi fu di uno o due giorni, fu poi estesa a 14 giorni, dal 4 al 17 novembre; come in questi, gli ultimi tre giorni erano destinati a giochi nel circo Flaminio del Campo Marzio, mentre nei primi 11 giorni si erano susseguiti ludi scenici. Furono istituiti in memoria della riconosciuta e confermata sovranità popolare, la secessione della plebe sul monte Aventino. La fase culminante dei ludi erano celebrati con il banchetto sacrificale in onore di Giove (epulum Iovis) che soleva essere celebrato il 14 novembre nel tempio di Giove Capitolino. Tra le molteplici cariche detenute da Cicerone fu quella di edile e che ebbe il…

FLAVIO CLAUDIO GIULIANO

Il 6 di novembre, Flavio Claudio Giuliano viene nominato Cesare dal cugino Costanzo Augusto. Quest’ultimo era angustiato dalle perdite in Gallia, poiché nessuno si opponeva ai barbari che stavano distruggendo tutto ciò che trovavano sulla loro strada, dopo essere stato a lungo incerto sul da farsi e sulle misure d’adottarere decise di associare all’impero il cugino, Giuliano, ammettendo di non essere in grado di sostenere da solo il peso dell’Impero, in molti, gli “ammaestrati all’arte dell’adulazione” come scrive Ammiano, cercarono di dissuaderlo da tale decisione, ma vinta ogni ostinazione dei dignitari di corte, Giuliano fu convocato e fu presentato al popolo da Costanzo : Iulianus hunc fratrem meum patrulem ut nobis verecundia…

IL MALCOSTUME NON HA TEMPO

XCVII. Seneca Lucilio suo salutem  1 Sbagli, Lucilio mio, se stimi solo al nostro secolo la lussuria, la negligenza alla moralità, e agli altri vizi che ognuno obbietta alla propria epoca: sono colpe degli uomini, non dei tempi. Non c’è nessuna età per la colpa e se vuoi stimare secolo per secolo la licenziosità, mi rincresce dirlo ma che la depravazione ci fu di più  proprio quando visse Catone. 1 Erras, mi Lucili, si existimas nostri saeculi esse vitium luxuriam et neglegentiam boni moris et alia quae obiecit suis quisque temporibus: hominum sunt ista, non temporum. Nulla aetas vacavit a culpa; et si aestimare licentiam cuiusque saeculi incipias, pudet dicere, numquam apertius…

CENSIMENTI DI AUGUSTO

« 8. Patriciorum numerum auxi consul quintum iussu populi et senatus. Senatum ter legi. Et in consulatu sexto censum populi conlega M. Agrippa egi. Lustrum post annum alterum et quadragensimum fec[i]. Quo lustro civium Romanorum censa sunt capita quadragiens centum millia et sexag[i]inta tria millia. ~ Tum [iteru]m consulari com imperio lustrum [s]olus feci C. Censorin[o et C.] Asinio cos. Quo lustro censa sunt civium Romanorum [capita] quadragiens centum millia et ducenta triginta tria mi[llia. Et tertiu]m consulari cum imperio lustrum conlega Tib. Cae[sare filio] m[eo feci,] Sex. Pompeio et Sex. Appuleio cos. Quo lustro ce[nsa sunt]civ[ium Ro]manorum capitum quadragiens centum mill[ia et n]onge[nta tr]iginta et septem millia. Legibus novi[s] m[e auctore…

AFRODITE E ANCHISE

Enea nacque dall’amore di Afrodite e Anchise. La dea s’innamorò di Anchise, era un uomo bellissimo, mentre l’uomo pasceva le sue mandrie sul Ida, nei pressi di Troia, Afrodite si traviso’ da principessa frigia per convincerlo a corrispondere il suo amore. Quando Afrodite rivelò ad Anchise la sua vera identità gli preannunciò che il nascituro avrebbe avuto fama eterna. L’amore di Afrodite per Anchise è narrato nell’Inno omerico ad Afrodite. Secondo la leggenda, durante una festa, Anchise, in preda a una sbornia, si vantò del suo amore con la dea, Zeus, infuriato lo colpì con un fulmine rendendolo zoppo.  Quis te nate dea per tanta pericula casus insequitur ? Quae vis inmanibus…

EMERGERE NELLA VITA

 Si può essere talentuosi, ingegnosi e avere mille virtù, ma per emergere nella vita ci vuole quel qualcosa in più che si chiama  determinazione, che per quanta sia feroce, si deve avere anche i mezzi per poterla ottenere. Haud facile emergunt quorum virtutibus obstat res angusta domi Non è facile emergere per coloro alle cui virtù è ostacolo la scarsezza dei mezzi Giovenale, cit. (III, 164)

AMORE INCONDIZIONATO

In questo epigramma Marziale esalta l’amore incondizionato di una moglie verso il proprio marito, Cecina Peto, quest’ultimo prese parte alla rivolta contro l’imperatore Claudio, del 42 a.C., in Dalmazia. La rivolta era capitanata dal governatore Lucio Arrunzio Camillo Scriboniano, fallita la rivolta, il governatore si suicidò, mentre Cecina Peto fu tratto in arresto e condotto a Roma dove fu condannato a morte, Arria Maggiore preferì precederlo nella morte, ritenendo inutile la vita senza l’amore del proprio marito. Casta suo gladium cum tradet Arriva Peto quem de visceribus strinxerat ipsa suis “si qua fides vulnus quod feci non dolet” iniquità “sed quod tu facies hoc mihi Paete dolet” La casta Arria, consegnando al…