OCTOBER EQUUS 15 Ottobre

L’October Equus si teneva alle idi di ottobre. Si svolgeva nel campo marzio una corsa di carri trainati da due cavalli, al termine della corsa veniva sacrificato a Marte il cavallo vincente di destra della biga con un colpo di lancia vibrato dal Flamine marziale, per la cui testa si accendeva una furiosa contesa tra gli abitanti della Suburra che volevano portarla alla Turris Mamilia e quelli della Via Sacra che la volevano portarla alla Reggia. Mentre la coda  tagliata era rapidamente portata alla reggia  ancora sanguinante, in modo  da aspergere con le  gocce di sangue il cortile e sacrificarla sull’ara della Reggia.  October equus appellabatur, qui in campo Martio mense Octobri Marti…

SAFFO

Saffo, in greco Σαπφώ, Sapphó  è stata una poetessa greca antica vissuta tra il VII e il VI secolo a.C.; nata da famiglia aristocratica, nacque a Mitilene, nell’isola di Lesbo, dove trascorse la maggior parte della propria vita, attorno al 640 a.C. . Secondo la testimonianza  di San Girolamo, pone il punto di maggior successo della poetessa,  all’epoca della 45ª Olimpiade, 596-593 a.C., e considerato il culmine della vita e della produzione letteraria, databile ai trenta anni di età)..                         Non si conosce  la data della sua morte, anche se da un suo componimento si può desumere che abbia raggiunto l’età…

ERINNI o FURIE

Nella mitologia greco-romano l’Erinni o Furie erano considerate le Dee della maledizione e della vendetta punitrice; nate dal sangue di Urano mutilato dei genitali da Cronos. Le Erinni  erano chiamate: Aletto, Tisifone e Megera, erano raccapriccianti, con serpenti invece che capelli e con occhi di fiamma.   Senza tregua punivano i colpevoli   come ombre alate,  tormentavano con  urla terrificanti e la loro spaventosa forza, finché questo non avesse espiato il suo destino. Immagini: ERINNI – Museo Nazionale  Palazzo Altemps, Roma

GIULIO CESARE GERMANICO 

Giulio Cesare Germanico Muore ad Antiochia il 10 Ottobre del 29 d.C.. Germanico per il fascino e la popolarità che aveva acquisito durante le campagne militari entro in rotta di collisione con Pisone, che aveva annullato tutti i suoi provvedimenti presi in Siria. Pisone, in risposta agli avvenuti screzi decise di lasciare la provincia per fare ritorno a Roma. Poco dopo la partenza di Pisone, Germanico si ammalò ad Antiochia e morì il 10 ottobre, prima di spirare, lo stesso Germanico confessò la propria convinzione di essere stato avvelenato da Pisone, e rivolse un’ultima preghiera ad Agrippina affinché vendicasse la sua morte.  Saevam vim morbi augebat persuasio veneni a Pisone accepti; et…

MEDITRINALIA 11 Ottobre

La Meditrinalia era la festa dedicata alla lavorazione del vino. Sembra poco probabile che sia esistita una dea Meditrina, di cui non esistono fonti. Si attribuivano medicamentali al vino nuovo che sarebbe stato bevuto normalmente in primavera. La fonte la cui è riportata da Varrone attesta che mentre degustavano i vino nuovo recitavano una formula: “Bevo vino nuovo-vecchio, curo con tale vino nuovo-vecchio la malattia” Octobri mense Meditrinalia dies dictus a medendo, quod Flaccus flamen Martialis dicebat hoc die solitum vinum novum et vetus libari et degustari medicamenti causa; quod facere solent etiam nunc multi cum dicunt: Novum vetus vinum bibo: novo veteri morbo medeor. Nel mese di Ottobre è indetta il giorno…

FONTINALIA 13 OTTOBRE

Fontinalia era una festività dedicata alle sacre fonti il cui dio era Fontus figlio di Giano e della ninfa Giuturna nonché fratello di Tiberino quindi era un’antica divinità italica.. Durante le Fontinalia si gettavano nelle fontane ghirlande di fiori e si offrivano al dio sacrifici di vino, olio, etc. La festa si svolgeva il 13 ottobre presso la porta Fontinalis delle mura serviane. Aveva un ara consacrata ai piedi del Gianicolo, non lontano dalla presunta tomba di Numa. Durante questa festività morì nel 54 d.C. morì avvelenato l’imperatore Claudio Iam si est Ceres a gerendo — ita enim dicebas —, terra ipsa dea est et ita habetur; quae est enim alia Tellus; sin terra, mare etiam,…

TEMPIO DI APOLLO PALATINO 9 OTTOBRE

Fu promesso in voto da Ottaviano per la vittoria ottenuta sul Nauloco contro Sesto Pompeo nel 36 a.C. e venne costruito nel luogo in cui era caduto un fulmine all’interno delle proprietà di Augusto sul Palatino. Il tempio venne dedicato il 9 ottobre del 28 a.C. e in seguito ceduto allo Stato; celebra anche la vittoria ottenuta ad Azio su Marco Antonio. Vi si svolsero gran parte delle cerimonie per la celebrazione dei ludi seculares nel 17 a.C. . Di seguito abbiamo la testimonianza di Svetonio: 29 Publica opera plurima exstruxit, e quibus vel praecipua: forum cum aede Martis Ultoris, templum Apollinis in Palatio, aedem Tonantis lovis in Capitolio.  29 Realizzò numerosi monumenti…

EPITAFFIO DI SICILIO

L’ Epitaffio di Sicilio è un documento musicale dell’ antica Grecia, costituito da 12 righe di testo, di cui 6 accompagnate da notazione alfabetica greca di una melodia. Ὅσον ζῇς, φαίνου,μηδὲν ὅλως σὺ λυποῦ·πρὸς ὀλίγον ἐστὶ τὸ ζῆν,τὸ τέλος ὁ xρόνος ἀπαιτεῖ. «Finché vivi, splendi. Non ti affliggere troppo per nessuna cosa:la vita dura poco,il tempo reclama la sua fine».  Sicilio Immagine: Nationalmuseet, di Nationalmuseets fotograf  

CATONE E I FICHI DI CARTAGINE

Tale era l’odio, di Catone verso Cartagine e, preoccupato per l’integrità di Roma, egli in ogni sessione che si teneva in senato e qualsiasi argomento si discuteva terminava i suoi interventi con una frase, che divenne il suo mantra, a noi tutti nota  “Carthago delenda est”. Cato perniciali odio Carthaginis flagrans atque rei pubblicae securitatis anxius, cum saepe clamaret in senatu Carthaginem delendam esse, adtulit quodam die in curiam praecocem ficum ex ea provincia latam ostendensque patribus ex eis quaesivit: “Quando hanc pomum demptam esse putatis ex arbore?” Cum omnes, pulchiritudine admirati, adfirmarent pomum recentem esse, “Atqui tertium, inquit, ante diem sciotote decerptam esse Carthagine: tam prope a muris habemus hostem!” Movit…

QUANTE VOLTE ABBIAMO SOSPIRATO O FATTO SOSPIRARE ?

Tempus erit quo tu quae nunc excludis amantes  frigida deserta nocte iacebis anus nec tua frangetur nocturna ianua rixa sparsa nec invenies limina mane rosa Verrà il tempo in cui, tu che ora respingi gli amanti, nella fredda notte giacerai sola nel tuo letto, la tua porta non sarà infranta da risse notturne, al mattino non troverai sull’uscio le rose sparse per te.   Ovidio, Ars Amatoria, lib. III 69 – 72 Immagine: Sir Lawrence Alma Tadema, ask me no more  

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