SACRIFICARSI PER IL FUTURO DEI FIGLI

Sacrificarsi per il futuro dei Figli Tutto ciò che noi facciamo nella vita, è stato appreso e benificiamo del lavoro dei nostri genitori, che a loro volta hanno beneficiato dei sacrifici degli avi : Nec vero dubitat agricola, quamvis sit senex, quaerenti, cui serat respondere: ‘Dis immortalibus, qui me non accipere modo haec a maioribus voluerunt, sed etiam posteris prodere. Il contadino, per quanto sia vecchio , se gli chiedi per chi sta seminando non esita a risponderti : “Per gli dei immortali, i quali hanno voluto che non solo ricevessi queste cose dai miei avi, ma anche che le trasmettessi replica watches ai miei discendenti.” Cicerone, De senectute, 25

ESPERIENZA NELLA VITA

Esperienza nella vita Quanti errori si compiono per avventatezza, precipitazione o quando non si hanno doti innate per dei compiti assegnati o che si presentano nel corso della vita. Le cose importanti non si fanno né con la forza né con l’agilità o con la celerità, ma col senno, col prestigio, con le idee; doti, queste, di cui la vecchiaia che solitamente non soltanto non s’impoverisce, ma addirittura si arricchisce. Non viribus aut velocitate aut celeritate corporum res magnae geruntur, sed consilio auctoritate sententia; quibus non modo non orbari, sed etiam augeri senectus solet. Cicerone, De Senectute – Cato Maior Immagine: Karl Johnson in CATONE in Rome HBO Movie

EPIGRAFI COME POESIE : PACUVIO

  Epigrafi come poesie : PACUVIO 4 Epigramma Pacuuii uerecundissimum et purissimum dignumque eius elegantissima grauitate: adulescens, tam etsi properas, hoc te saxulum rogat ut fake rolex se aspicias, deinde, quod scriptum est, legas. hic sunt poetae Pacuui Marci sita ossa hoc uolebam, nescius ne esses. uale. 4 L’epigrafe di Pacuvio è piena di modestia e sempre degna dell’elegante gravità che gli fu propria: «O giovanetto, se pure tu hai fretta, questa pietra ti chiama: ora guardala e leggi quel che vi è scritto: del poeta Marco Pacuvio qui ci stanno le ossa. Volevamo che non l’ignorassi. Addio». PACUVIO cit. in Notti Attiche lib.1, 24 – 4 Notti Attiche Immagine: dettaglio di Atalanta…

PORPORA

PORPORA Questo passo della Naturalista Historia, Plinio il Vecchio, racconta come si otteneva il pregiato secreto della murice per ottenere il colore rosso porpora, segno distintivo dell’aristocrazia della nobiltà romana. orologi replica «Le porpore vivono al massimo sette anni. Si nascondono, come i murici, all’inizio della canicola per trenta giorni. In inverno si riuniscono e, sfregandosi tra di loro emettono un particolare umore mucoso. Nella stessa maniera fanno i murici. Ma le porpore hanno in mezzo alla bocca quel fiore ricercato per tingere le vesti. Qui si trova una candida vena con pochissimo liquido, da cui nasce quel prezioso colore di rosa che tende al nero e risplende. Il resto del corpo…

IL CANE DI ERCOLE E LA MURICE – PORPORA.

Il cane di Ercole e la murice – porpora. Una leggenda attribuisce la scoperta del colore della porpora al cane di Ercole, il quale al seguito del padrone e della ninfa Tiro passeggiava in riva al mare. Il cane di Ercole entrava ed usciva nell’acqua giocando, quando ad certo punto scorse una conchiglia e la abboccò. Quando sollevò il muso, la ninfa vide che era rosso di sangue, credendolo che fosse ferito, si fece a lavarlo e si avvide che il rosso non era sangue ma che si trattava di una materia colorante. La ninfa disse ad Ercole che voleva tingersi di quel colore un vestito, Ercole l’accontenta. Naturalmente questo racconto ci…

SATURNALI, VIRGILIO E IDEALIZZAZIONE DELL’ETA’ DELL’ORO

Saturnali, Virgilio e idealizzazione dell’eta’ dell’oro Con Virgilio, l’epoca Augustea, il mito dell’età dell’oro assume anche una importanza specifica come fattore di propaganda politica. In questo periodo, l’età dell’oro rappresenta l’idealizzazione della nuova realtà politica, Saturno è presentato come garante della pace e prosperità, la figura così caratterizzata di Saturno anticipa quella di Augusto, che avrebbe appunto riportato gli aurea saecula. Hic vir, hic est, tibi quem promitti saepius audis, Augustus Caesar, Divi genus, aurea condet saccula qui rursus Latio regnata per arva Saturno quondam; super et Garamantas et Indos proferet imperium: iacet extra sidera tellus Ouesto è l’uomo che spesso ti senti promettere, l’Augusto Cesare, figlio del Divo, che fonderà di nuovo…

Saturnali : Saturno – Kronos  

Saturnali : Saturno – Kronos   Dell’Eta dell’oro il primo a parlarne fu Esiodo nello scritto di “Le opere e i giorni” scritto dela metà del VIII secolo a.C., dove descrive il periodo aureo e le successive dell’argento, l’età del bronzo, l’età degli eroi e l’età del ferro. Di seguito possiamo leggere il periodo dell’età dell’oro: hublot replica “Prima una stirpe aurea di uomini mortali crearono gli immortali che hanno la dimora sull’Olimpo. Vivevano ai tempi di Crono, quand’egli regnava nel cielo; come dèi vivevano, con il cuore libero dalle angosce, lungi e al riparo di fatiche e miseria, né la triste vecchiaia incombeva su di loro , ma sempre ugualmente forti di…

PULLONE E VORENO 

Pullone e Voreno  1)  Nella legione c’erano due uomini, centurioni, molto coraggiosi, Tito Pullone e Lucio Voreno. Tra di loro c’erano continue controversie, su chi dei due fosse superiore all’altro, e tutti gli anni competevano tra loro riguardo al loro grado. Tra questi Pullone, mentre combatteva con accanimento presso le fortificazioni, disse: «che fai Voreno?  Esiti !!! O quale momento aspetti per mostrare il tuo valore? Questo giorno giudicherà delle nostre liti». Avendo detto ciò, senza alcuna paura avanza fuori dalle fortificazioni e si scaglia contro quella parte dei nemici che sembrò più serrata. Neanche Voreno si trattiene nella trincea, ma, temendo il giudizio di tutti, lo segue. Lasciato uno piccolo spazio,…

CHI MANGIA DA SOLO SI STROZZA

Chi Mangia Da Solo Si Strozza In questo epigramma Marziale rimprovera, Ceciliano, il padrone di casa che lo ha invitato, a suo dire e stato maleducato con gli ospiti in quanto ha mangiato i funghi boleto, senza offrirne nemmeno uno ai suoi invitati. Marziale, contrariato per questa scortesia gli augura scherzosamente di mangiare un boleto come quello simile che ha mangiato Claudio che morì mangiando dei funghi avvelentati. Dic mihi, quis furor est? turba spectante vocata solus boletos, Caeciliane, voras. Quid dignum tanto tibi ventre gulaque precabor? Boletum qualem Claudius edit, edas Dimmi, che follia è questa? Mentre la folla dei tuoi convitati ti guarda a dente asciutto, solo tu, Ceciliano, divori…

UN ANIMA SENZA CORPO

Un Anima Senza Corpo Questo vale per l’anima che quando si è spogliata del corpo, in essa si distinguono benissimo le caratteristiche naturali e quelle che l’uomo ha acquisito in conseguenza delle sue varie attività. E così, quando si presentano davanti al giudice, Radamanto nel caso di quelli dell’Asia li ferma ed esamina ciascuna anima, senza sapere a chi appartiene. A volte mette la mano sull’anima del Gran Re o di qualche altro sovrano o di un gran signore, e vede che in essa non c’è niente di sano: la vede tutta piena di cicatrici e di frustate, i segni degli spergiuri e delle cattiverie, poiché ciascuna azione lascia un marchio nell’anima, vede…

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