VICA POTA

Vica Pota era una dea romana che simboleggiava la vittoria e la conquista (dal latino Vincere – Potiri), infatti Cicerone (De legibus 2.28) fa derivare l’etimologia dal latino vincendi atque potiundi la sua festività veniva celebrata il 5 gennaio. Il tempio di questa divinità sorgeva sulla Velia uno dei colli su cui sorgeva Roma, sul luogo dove sorgeva la domus che Publio Valerio Publicola fece distruggere quando tra il popolo si diffuse la voce che volesse farsi re. (Tito Livio, Ab Urbe Condita, II, 7.6).  Il letterato romano Quinto Asconio Pediano la identificava con la dea Vittoria, ma probabilmente deriva da una dea italica, precedente alla greca Nike [28] Bene vero quod…

AGONALIA di GIANO

Le Agonalie erano feste religiose romane dedicate a varie divinità e riunite anche sotto il nome di dies agonales.                                                 Lo agonium del 9 gennaio la cui istituzione è attribuita a Numa Pompilio, era una giornata di festa dedicata a  Giano, nella Regia, il rex sacrorum sacrificava un montone, questo ha fatto desumere che si trattasse di una festa molto antica e molto importante, in quanto in origine probabilmente che ci fa pensare che fosse celebrata direttamente dal re di Roma. Questa festa si effettuava quattro volte l’anno:  …

LARENTALIA

Larentia, antica divinità agricola, moglie del pastore #Faustolo, nutrice di Romolo e Remo. Larentalia, Larentinalia oppure Accalia erano le festività dedicate ad Acca #Larenzia, nutrice di Romolo e Remo festeggiate il 23 dicembre, ultimo giorno dei #Saturnali (Macrobio, Saturnalia, I, 10) sul Velabro, luogo dove la tradizione vuole sia stata sepolta Acca Larenzia. In seguito la ricorrenza venne festeggiata due volte all’anno per disposizione dell’Imperatore #Augusto. La parola latina “Acca” è di origini sconosciute, in greco il termine akko significa “donna ridicola” mentre in sanscrito akka significa “madre”. Per cui Acca Larenzia potrebbe essere identificata con la Mater Larum o “Madre dei Lari”, ovvero Romolo e #Remo che vennero in seguito celebrati come…

SOL INVICTUS

23 dicembre di dicembre era l’anniversario della dedicazione del tempio del Sol Invictus. L’imperatore Aureliano, che regnò dal 270 al 275 d.C., portò a Roma la statua del dio solare di Palmira e gli dedicò un tempio per sciogliere il voto fatto in occasione della sua conquista di Palmira nel 272. Per il culto fu istituito un collegio di pontifices (Dei) Solis e dei giochi annuali con corse nel circo, oltre a giochi quadriennali, agon Solis, da tenersi al termine dei Saturnalia.. immagine del Comune di Roma.

IUTURNA

L’11 gennaio si teneva la festa di Giuturna, Nella mitologia romana Giuturna, come ci ha  tramandato Virgilio, era una ninfa delle fonti e sorella di Turno. Nympha decus fluviorum animo gratissima  nostro scis ut te cunctis unam quaecumque latine magnanimi Iovis ingratum ascendere cubile… Ninfa, gloria dei fiumi, graditissimo al nostro animo, sai come abbia anteposto solo te a tutte le donne latine che ascesero al l’ingrato giaciglio del magnanimo Giove. “Virgilio, Eneide, lib. XII 142 – 145” Giuturna  prende l’aspetto del defunto condottiero italico Camerte per radunare l’esercito dei Rutuli e mandarlo all’attacco contro i Troiani. Successivamente cerca di proteggere il fratello nel duello che questi intraprende contro Enea, ma alla…

Sacerdote di Giove Dolicheno – SOL INVICTUS

Dedica a Solis Invictus e alla personificazione divina, Genius del corpo degli equites singulares offerta da M. Ulpius Chresimus e domus sacerdote del culto di Iuppiter Dolichenus come scioglimento di un voto per la salvezza degli imperatori regnanti. Sulla lastra sono raffigurati Sol Invictus con corona radiata, con un homo dalla lunga barba, forse il Genius della guardia imperiale o Giove Dolicheno e, al centro la testa della Luna, tra due stelle. Il culto di Sol Invictus si diffonde a Roma dal II secolo d.C. e raggiunge la massima affermazione nel III secolo d.C. sotto il regno di Eliogabalo quando l’imperatore promuove la sua identificazione con il dio Sol Invictus Elagabal. Immagine:…

SOLIS INVICTUS

Nell’anno 274 Aureliano introdusse a Roma il culto del Sol Invictus, cercando di imporlo come culto di stato. Edifica un santuario, che era situato nel Campus Agrippae, l’attuale piazza San Silvestro a Roma, dedicato a questa divinità e proclama, per la prima volta in Occidente, il 25 dicembre giorno di festa in onore del nuovo dio: il Dies Natalis Solis Invicti. L’imperatore stesso si dichiarò suo supremo sacerdote, e che il potere gli fosse stato concesso direttamente da esso, inaugurando così la quasi bimillenaria formula dei re che stanno sul trono per grazia di Dio. La festa del Dies Natalis Solis Invicti divenne via via sempre più importante in quanto si innestava,…

AEGERIA

…Lucus erat quem medium ex opaco specu fons perenni rigabat aqua. Quo quia se persaepe Numa sine arbitris velut ad congressum deae inferebat, Camenis eum lucum sacravit, quod earum ibi concilia cum coniuge sua Egeria essent.  …C’era un bosco, nel mezzo, attraversato da una fonte d’acqua perenne che sgorgava da un’oscura grotta. E poiché Numa assai spesso vi si recava senza testimoni, per incontrarsi con la dea, consacrò quel bosco alle Camene poiché qui esse si ritrovavano con Egeria, sua sposa. Tito Livio, Storia di Roma I – 21 Immagine: Ninfeo di Egeria del parco della Caffarella – Roma               Foto di Parco della Caffarella

SATURNALIA

Crono nella religione greca era il padre di tutti gli Dei avendo avuto figli dalla sorella. Per paura che i suoi figli lo potessero detronizzare pensò bene di mangiarseli tutti. Riusci nel suo intento tranne con Zeus, unico salvatosi poiché la madre invece di darle il bimbo le diede un fagotto con un sasso al suo interno e, Zeus quando ormai cresciuto, con l’inganno fece bere a Crono una bevanda che lo costrinse a rivomitare i fratelli che si era divorato. Ebbe inizio una lotta che durò dieci anni che vide da una parte Crono, al cui fianco si schierarono i Titani e dall’altra Zeus, al cui fianco c’erano tutti i suoi…

DIVALIA

Il 21 di dicembre si svolgevano le Divàlia, le celebrazioni  in onore della Dea Dia, divinità romana protettrice dell’agricoltura, identificata con Cerere e Tellus. Il culto era praticato dal collegio dei Fratres Arvales. Altra festa in suo onore si teneva il 17 maggio. Immagine: Louis Jean Francois Lagrenée – Ceres insegna l’arte dell’agricoltura a Re Trittolemo Louis Jean Francois Lagrenée – Ceres Teaching Agriculture to King Triptolemus   Busto di Lucio Vero in veste di Arvales Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano  

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