TRAIANO DIVIENE IMPERATORE

Traiano il 27 gennaio del 97 d.C. diviene impe deve la sua notorietà e popolarità all’abilità militare dimostrata durante il principato di Domiziano. L’anziano senatore Nerva il 28 ottobre del 97 d.C. adottò Traiano con una solenne cerimonia sul Campidoglio come figlio e successore. La scelta, di Nerva, di adottare Traiano fu dettata dal fatto che fosse impopolare negli strati della gerarchia militare sicuramente, quindi aveva bisogno di una figura di spessore per averne l’appoggio. La scelta,  di Nerva fu guidata da Lucio Licinio Sura, influente senatore romano, vicino a Traiano.  « Marco Ulpio Nerva Traiano io adotto, il che felice e fausto riesca al Senato, al popolo romano e a me…

CARISTIA – CARA COGNATIO

Caristia – Cara Cognatio Si uniscano gli agnati e i cognati, ci si componga a convito in onore della Concordia. Si offra incenso ai Penati gentilizi. Durante i Caristia, che si svolgevano il 22 di Febbraio, i membri della famiglia si riunivano a banchetto e deponevano ogni rancore, discordia e ricordavano i defunti della famiglia, rinsaldavano i legami di parentela, mangiavano tutti insieme e facevano offerte di grano, uva, favi, focacce, vino e incenso, sanavano eventuali discordie e contavano il numero dei componenti familiari ancora in vita. In questo giorno non erano ammessi estranei. I cari congiunti dissero Caristie il giorno che segue, tutti i parenti vengono a visitare gli Dei della famiglia,…

SOCRATE E SANTIPPE

Sopportare L’ingiustizia E L’insolenza  Xantippe, Socratis philosophi uxor, morosa admodum fuisse dicitur, et iurgiosa irarumque et molestiarum muliebrium per diem perque noctem scatebat. Has eius intemperies in maritum Alcibiades demiratus interrogavit Socraten, quaenam ratio esset, cur mulierem tam acerbam domo non exigeret. “Quoniam”, inquit Socrates, “cum illam domi talem perpetior, insuesco et exerceor, ut ceterorum quoque foris petulantiam et iniuriam facilius feram”…. Si dice che Santippe, moglie del filosofo Socrate, fosse molto scontrosa e litigiosa, e piena di giorno e di notte di ira e molestie tipicamente femminili. Sorpreso di queste sue stravaganze Alcibiade interrogò al marito Socrate se ci fosse qualche ragione del perchè non avesse mandato via di casa una…

BRAMOSIA DEGLI UOMINI

La bramosia degli uomini In questa ode, Orazio, dichiara che non ha nulla da chiedere dalla vita, ne agli dei ne all’amico potente e mette in risalto la bramosia degli uomini nell’accumulare le ricchezze, che arrivano a compiere le peggiori nefandezze finanche a scacciare e requisire i terreni altui, o di strappare alla natura quanto più spazio si possa avere dimenticandosi che la morte è uguale e che non c’è oro che possa allontanarla. No ebur neque aurem mea renidet in domo lacunar non trabes Hymettiae premunt columnas ultima recisas Africa neque Attuali ignotus heres regiam occupavi nec Laconicas mihi trahunt honestae purpuras clientae at fides et ingenti benigna vena est pauperemque…

TEMPIO di FAUNO

Tempio Di Fauno Il 13 febbraio nell’anno 196 a.C. viene fondato sull’isola Tiberina un santuario dedicato a Fauno per volere degli edili plebei Gneo Domizio Enobarbo e Gaio Scribonio Libone la sua costruzione fu finanziata da una multa comminata dagli edilii al possessore di un gregge che, probabilmente, aveva pascolato in un pascolo del demanio pubblico. La posizione precisa del tempio è indicata da Ovidio, che in un passo della sua opera, riprendendo l’antica e suggestiva figurazione della nave, dice che l’edificio era situato  presso l’estremità settentrionale:  …Idibus agrestis fumant altaria Fauni hic ubi discretas insula rumpit aquas… …Fuma il giorno delle Idi l’altare dell’agreste Fauno, la dove l’isola fende l’acqua del…

ALESSANDRO E L’INCENSO

Alessandro e l’incenso …Alessandro Magno in pueritia sine parsimonia tura ingerenti aris pedagogus Leonides diexerat ut illo modo cum devicisset turiferas gentes supplicare at ille Arabie potitus ture onustam navem misti et exhortatus est ut large deos adoraret… …Alessandro Magno, da ragazzo, offriva incenso sull’altare senza parsimonia  il suo maestro Leonida gli disse che avrebbe potuto fare le sue suppliche in questo modo, ma solo dopo aver sconfitto i popoli che producono l’incenso. Allora, dopo aver conquistato l’Arabia, Alessandro gli mandò una nave carica d’incenso e lo esortò ad essere generoso nel culto degli dei. Naturalis Historia: XII, 62  Alessandro Magno dalla Casa del Fauno, Museo archeologico nazionale di Napoli

CENTAUROMACHIA

La più famosa leggenda che coinvolge i Lapiti è quella della loro battaglia contro i Centauri in occasione della festa nuziale di Piritoo. I Centauri erano stati invitati ai festeggiamenti ma, non essendo abituati al vino, ben presto si ubriacarono, dando sfogo al lato più selvaggio della loro natura. Quando la sposa Ippodamia, “colei che doma i cavalli”, arrivò per accogliere gli ospiti il centauro Euritione balzò su di lei e tentò di stuprarla. In un attimo anche tutti gli altri centauri si lanciarono addosso alle donne ed ai fanciulli. Naturalmente scoppiò una battaglia nella quale anche l’eroe Teseo, amico di Piritoo, intervenne in aiuto dei Lapiti. I centauri furono alla fine sconfitti…

CASTA DONNA

Una casta donna cede dopo una insistenza opera di persuazione di un uomo a recedere dal proposito di lasciarsi morire di inedia,  tornando a godere di nuovo ai piaceri della vita.  Petronio Satire CXI Matrona quaedam Ephesi tam notae erat pudicitiae, ut vicinarum quoque gentium feminas ad spectaculum sui evocaret. Haec ergo cum virum extulisset, non contenta vulgari more funus passis prosequi crinibus aut nudatum pectus in conspectu frequentiae plangere, in conditorium etiam prosecuta est defunctum, positumque in hypogaeo Graeco more corpus custodire ac flere totis noctibus diebusque coepit. Sic adflictantem se ac mortem inedia persequentem non parentes potuerunt abducere, non propinqui; magistratus ultimo repulsi abierunt, complorataque singularis exempli femina ab omnibus…

FILIPPO DI MACEDONIA

Filippo Di Macedonia E Il Fato Filippo II fu assassinato da un ufficiale delle proprie guardie del corpo, Pausania di Orestide che, secondo Aristotele, aveva ucciso Filippo poiché era coinvolto in un’intricata serie di amori. Secondo Aristotele l’assassinio è stato ordinato da un potente santuario greco che vedeva male l’influenza di re Filippo sui santuari. Spesso, i potenti, credono di poter sfuggire al destino preannunciato da un oracolo, credono che prendere le dovute precauzioni sia sufficiente a deviare le profezie o il proprio destino, non sapendo che quando il fato ha deciso la tua sorte è ineluttabile. Eodem oraculo Macedonum rex Philippus admonitus ut a quadrigae violentia salutem suam custodiret, toto regno disiungi…

LA SUPERBIA DEGLI UOMINI

  La Superbia Degli Uomini Custodite pure il cielo, ma attenzione a non perdere la terra, questo è quello che diceva Demade, fu un oratore e politico ateniese vissuto tra il 380 e 318 a.C., fu un acerrimo nemico di Demostene. Spesso i governanti o gli uomini in generale perdono il contatto con la realtà della vita reale, credono di potere fare tutto, credono di potere piegare finanche la natura che tanto concede ed elargisce, ma quando troppo si chiede infine ti presenta il conto. Demadis quoque dictum sapiens: nolentibus enim Atheniensibus divinos honores Alexandro decernere ‘Videte’ inquit ‘ne, dum caelum custoditis, terram amittatis’. E’ saggio un detto di Demade: infatti agli Ateniesi…

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