SCONFITTA ELETTORALE

Battuta Fuori Luogo Causa Una Sconfitta Elettorale Il denigrare esiste fin dalla comparsa degli uomini, quante volte si denigra persone per difetti fisici, di ceto o semplicemente per un diverso modo di pensare? Pensaste che per una battuta fuori luogo causa una sconfitta elettorale, Publio Cornelio Scipione Nasica, cugino del più famoso Publio Cornelio Scipione Africano, fu eletto console nel 191 a.C., inviato a fronteggiare i Lusitani e i Galli Boi in campagne militari che lo videro vittorioso in entrambe. Plinio il vecchio lo ricorda nei suoi scritti quando nel 204 a.C. il Senato lo designa quale cittadino più virtuoso e adatto ad accogliere ad Ostia la statua di Cibele fatta giungere…

CATONE UOMO INCORRUTTIBILE

Catone Uomo Incorruttibile Quum essem in provincia legatus, quamplures ad praetores et consules vinum honorarium dabant: numquam accepi, ne privatus quidem. Quando ricoprivo l’incarico di legato nella provincia, sebbene ai pretori e ai consoli, molti offrissero del vino a titolo d’onore, io non l’accettai mai, neppure da privato cittadino. Catone, Orationes – frammenti. Immagine: Affresco di Dioniso libante, con ghirlanda di vite sul capo e coperto da un mantello rosso, versa da una patera del vino sull’altare per un sacrificio, con due montoni che osservano accanto a una cesta di vimini piena d’uva. 63 – 79 d.C. Antiquarium di Boscoreale – Napoli

Catone e la disciplina dei costumi

Marco Porcio Catone, della disciplina ne ha fatto, nella sua vita, un modello da perseguire in ogni cosa, nei rapporti con i suoi famigliari, nei rapporti interpersonali e nel senato si fece promotore del mos maiorum e del ritorno degli antichi costumi combattendo lo sfarzo e la dissolutezza, che secondo lui, che pian piano stava sfaldando la società romana. Ego iam a principio in parsimonia atque in duritia atque in industria omnem adulescentiam meam, abstinui agro colendo, saxis Sabinis, silicibus repastinandis atque conserendis. Io fin dal principio regolai tutta la mia adolescenza secondo una dura operosità, coltivando i campi, sui sassi della Sabina, scavando e seminando tra le pietre. Catone – Orationes…

ALESSANDRO MAGNO

V – Gli ultimi momenti di Alessandro Intuentibus lacrimae obortae praebuere speciem iam non regem, sed funus eius visentis exercitus. Maeror tamen circumstantium lectum eminebat; quos ut rex aspexit: “Invenietis”, inquit, “cum excessero, dignum talibus viris regem?” Incredibile dictu audituque, in eodem habitu corporis, in quem se composuerat, cum admissurus milites esset, durasse, donec a toto exercitu illud ultimum persalutatus est; dimissoque vulgo, velut omni vitae debito liberatus fatigata membra reiecit. Propiusque adire iussis amicis, – nam et vox deficere iam coeperat, – detractum anulum digito Perdiccae tradidit adiectis mandatis, ut corpus suum ad Hammonem ferri iuberent. Quaerentibusque his cui relinqueret regnum, respondit ei qui esset optimus, ceterum providere iam se ob…

CESARE VARCA IL RUBICONE

Con le sue conquiste espansionistiche in Gallia, Giulio Cesdare, aveva accumulato dai bottini di guerra una inestimabile ricchezza. Cesare, da come ci racconta Svetonio, con i suoi modi di fare magnanimo con i popoli sottomessi si era guadagnato la simpatia e spesso si era preso libertà di decisione scavalcando il senato, questo modus operandi inizio a creare sospetti e malumori all’interno del senato e tra i vari uomini di Roma che aspiravano alle cariche militari e consolari. Cosi il senato impose a Cesare di lasciare il potere fino ad allora acquisito e di sciogliere le legioni che erano sotto il suo comando, naturalmente Cesare disattese l’ultimatum del senato, fu così che il…

INVITO TRA AMICI

Invito tra Amici Orazio in questa ode invita Mecenate, di nobili origini Etruschi, a unirsi a lui nella sua modesta casa e lasciare il lusso della sua villa di Tivoli e del suo palazzo di Roma e di saggiare il piacere del cose semplici e della convivialità lontano dai formalismi e convenzioni di palazzo. Tyrrhena regum progenies, tibi non ante verso lene merum cado cum flore, Maecenas, rosarum et pressa tuis balanus capillis5iamdudum apud me est: eripe te morae,ne semper udum Tibur et Aefulaedeclive contempleris arvom etTelegoni iuga parricidae.fastidiosam desere copiam et molem propinquam nubibus arduis:omitte mirari beataefumum et opes strepitumque Romae.plerumque gratae divitibus vicesmundaeque parvo sub lare pauperum cenae sine aulaeis et…

BACI COME MIELE

Spesso, quando non si è corrisposti da una fanciulla si tende ad ogni costo di convincerla che l’amore non duri per sempre, o che il rivale sia un rozzo chee non meriti i dolci baci:  Non si me satis audiasa, speres perpetuum dulcia barbare laedentem oscula, quale Venus quinta parte sui nectaris imbuit Se tu mi ascoltassi, non sperare per sempre fedelmente a chi offende cosí barbaramente la dolcezza dei tuoi baci che colma l’amore di miele . Orazio, Carmina 13, lib. I, 13-16

Marco Tullio Cicerone

Marco Tullio Cicerone nacque il 3 gennaio del 106 a.C. ad Arpinum, antica città di collina fondata dai Volsci. Gli Arpinati avevano ricevuto la civitas sine suffragio già nel IV secolo a.C., e i pieni diritti di cittadinanza nel 188 a.C.; in seguito la città aveva ottenuto anche lo status di municipium. La lingua latina vi era in uso già da lungo tempo Ad Arpino, tuttavia, era diffuso anche l’insegnamento della lingua greca, che l’élite senatoriale romana preferiva spesso a quella latina, riconoscendone la maggiore raffinatezza e precisione. L’assimilazione da parte dei Romani delle comunità italiche nelle vicinanze di Roma, avvenuta tra il II ed il I secolo a.C., rese possibile il…

GAIO MARIO

Gaio Mario moriva il 13 gennaio dell’86 a.C., all’età di 71 anni, nacque da una famiglia umile, ma al seguito di Publio Cornelio Scipione Emiliano mise ben presto in luce le sue capacità militari fino a raggiungere il grado di generale e riuscì nel 107 a.C., con l’appoggio della potente famiglia dei Metelli, a farsi eleggere console. Una ulteriore balzo del suo cursus honorum fu grazie al matrimonio contratto con Giulia, zia di Giulio Cesare, infatti Gaio Mario fu rieletto console nel 105 a.C. e poi fino al 100 a.C., ottenendo sei consolati, questo contro ogni legge costituita della repubblica. Uno dei capisaldi del suo consolatoriforma dell’esercito, professionalizzando, permise il reclutamento volontario…

DEA CONCORDIA

Il 16 gennaio del 367 a.C. le fu dedicato un tempio, nel Foro Romano dal console Marco Furio Camillo dopo l’approvazione delle Leges Liciniae Sextiae. Un altro altare a lei consacrato si ergeva su una delle vette del Campidoglio. Quest’ultimo era stato costruito da Lucio Manlio nel 216 a.C., per ricordare la fine di una ribellione delle truppe nella Gallia Cisalpina . Il tempio fu restaurato da Lucio Opimio nel 121 a.C. Nel 10 l’imperatore Tiberio le dedicò il tempio nuovamente restaurato con l’epiteto di Concordia Augusta, nome che da quel momento le rimase per sempre. Nei templi della dea spesso il Senato teneva le sue sedute. « Dedicavit et Concordiae aedem,…

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