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MORIRE INNOCENTE

Morire Innocente

Idem, cum Atheniensium scelerata dementia tristem de capite eius sententiam tulisset fortique animo et constanti vultu potionem veneni e manu carnificis accepisset, admoto iam labris poculo, uxore Xantippe inter fletum et lamentationem vociferante innocentem eum periturum, “Quid ergo?” inquit “nocenti mihi mori satius esse duxisti?” 

Socrate, dopo che la scellerata follia degli Ateniesi portò alla triste sentenza riguardo la sua condanna di morte, e che, con animo coraggioso e volto impassibile, ricevette dalla mano del carnefice un filtro di veleno, mossa già la bocca al filtro, mentre la moglie Santippe proclamava tra le lacrime e il lamento che lui stava per morire innocente, disse: “Perché, dunque, pensavi che per me sarebbe meglio morire da colpevole?” 

Valerio Massimo, Facta et dicta memorabilia, lib. VII cap. II Ext. I – Socrate

Immagine:  dettaglio della “morte di Socrate” di Jacques-Louis David

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