666666666666 LA BATTAGLIA DI MUNDA  il 17 marzo 45 a.C. – Cvltvs Deorvm

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LA BATTAGLIA DI MUNDA  il 17 marzo 45 a.C.

Agli inizi del 45 a.C., la guerra civile repubblicana tra le fazioni di Cesare e di Pompeo volgeva al termine.
Le sconfitte di Farsalo e di Tapso costrinsero i conservatori repubblicani, inizialmente guidati da Pompeo ad arroccarsi in Spagna. Sotto il comando del generale Tito Labieno e dei fratelli Sesto e Gneo Pompeo, riuscirono ad arruolare un esercito di tredici legioni. Giulio Cesare, forte dei fedelissimi di otto legioni di veterani, inseguì i figli di Pompeo fino in Spagna, il suo scopo era quello di sconfiggere le ultime resistenze conservatrici repubblicane.
I due eserciti s’incontrarono nelle pianure di Munda, presso l’odierna Osuna, nel sud della Spagna. I due eserciti si fronteggiarono per qualche giorno, finché il 17 marzo, Cesare attaccò battagli assumendo il comando dell’ala destra, dove stava combattendo aspramente la Legio X Equestris, la sua presenza infiammò il morale della decima legione, che cominciò a progredire e indebolire il fianco destro dei pompeiani, la cavalleria di Cesare sferrò un attacco che fu risolutivo per le sorti della battaglia. Contemporaneamente, Bogud, re di Mauretania alleato di Cesare e comandante della cavalleria mauretana, con un’abile manovra, attaccò da dietro i pompeiani. Queste manovre congiunte misero scompiglio nelle file dei soldati pompeiani che si diedero alla fuga in molti caddero mentre altri trovarono la morte nella difesa della città di
Munda.                                                                                                                                                                                                                                                 Tito Labieno fu tra i caduti, mentre Sesto e Gneo Pompeo riuscirono a fuggire a Corduba, l’odierna Cordova.
Dopo la battaglia di Munda, Cesare procedette alla pacificazione di altre parti dell’Hispania, rimaste fedeli alla causa repubblicana, distruggendo città sospettate di ospitare Gneo e Sesto Pompeo.
Gneo Pompeo dovette cercare scampo sulla terraferma, ma venne ben presto individuato e giustiziato. Con questa vittoria, e con la pacificazione della Spagna, Cesare non aveva più opposizione. Si diresse a Roma dove assunse il titolo di dittatore. Cesare venne poi assassinato il 15 marzo dell’anno seguente (44 a.C.) da conservatori repubblicani della nuova generazione, guidati da Bruto e Cassio. Ma a quell’epoca le istituzioni repubblicane di Roma erano ormai praticamente dissolte.

 

 

Augusto, Res Gestae Divi Augusti. Vedi anche CIL III, p 0774.

Cassio Dione Cocceiano, Historia Romana, libri XLV-LVI. 

Velleio Patercolo, Historiae Romanae, libro I.  

Gaio Svetonio Tranquillo, Vite dei Cesari, libri I-II-III.

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