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GAIO CILNIO MECENATE

Gaio Cilnio Mecenate 

Gaio Cilnio Mecenate nacque ad Arezzo il 15 aprile 68 a.C., nato da un’antica e nobile famiglia etrusca, è stato un influente consigliere, alleato ed amico dell’imperatore Augusto. Formò un circolo di intellettuali e di poeti che protesse, incoraggiò e sostenne nella loro produzione artistica. Fra questi si possono annoverare Orazio, Virgilio e Properzio. Con questo suo atteggiamento egli contribuì efficacemente ad un sostegno al regime che Augusto stava imponendo, molte delle opere prodotte con il sostegno di Mecenate contribuirono ad illustrare l’immagine di Roma ed anche a sostenere alcune azioni della politica dell’imperatore. Secondo la testimonianza di Properzio, sembra che Mecenate abbia partecipato alle campagne di Modena, Filippi e Perugia. Dalle testimonianze di Orazio e dai testi letterari dello stesso Mecenate si deduce che egli aveva beneficiato dei più alti gradi d’istruzione del tempo. Le sue ingenti ricchezze potrebbero essere state in gran parte ereditate, ma dovette la sua posizione ed influenza grazie allo stretto legame con l’imperatore Augusto. Fece la sua apparizione nella vita pubblica nel 40 a.C., quando fu incaricato di chiedere per Ottaviano la mano di Scribonia in matrimonio e in seguito egli partecipò ai negoziati di pace a Brindisi ed alla riconciliazione con Marco Antonio. Negli ultimi anni le relazioni divennero più fredde, in parte probabilmente perché Augusto aveva avuto un’avventura con la moglie Terenzia, tuttavia, prima di morire avrebbe nominato proprio Augusto quale unico erede. Nel “viaggio verso Brindisi”, svoltosi nel 37 a.C., si dice che Mecenate e Marco Cocceio Nerva, bisnonno del futuro imperatore Nerva, avessero un’importante missione, dalla quale scaturì il Trattato di Taranto, un trattato di riconciliazione tra i due grandi nemici. Durante la guerra con Sesto Pompeo, nel 36 a.C., egli tornò a Roma, e gli fu concesso il supremo controllo amministrativo in Italia. Fu vicereggente di Ottaviano durante la battaglia di Azio, quando, con grande fermezza, soffocò in gran segreto la congiura di Marco Emilio Lepido il Giovane, e durante le successive assenze di Ottaviano nelle province. Negli ultimi anni il suo favore potrebbe essere diminuito presso l’imperatore, a causa, secondo Dione Cassio, l’imperatore aveva, una relazione con Terenzia. Sebbene le opinioni sulla persona Mecenate fossero contrastanti, unanimi erano le testimonianze sulla sua capacità amministrativa e diplomatica, la migliore sintesi del suo personaggio come uomo e come statista, viene da Velleio Patercolo che lo descrive come vigile e lungimirante nell’agire, ma nei momenti di ritiro dagli affari più lussuoso ed effeminato di una donna, da alcuni passi nelle Odi di Orazio si può dedurre che Mecenate non avesse la robustezza fisica richiesta alla maggior parte dei romani e notoria fu l’intensa passione di Mecenate per un liberto di nome Batillo, un attore, poeta e mimo originario di Alessandria d’Egitto più giovane di lui di 15-20 anni, su questo rapporto abbiano le testimonianze suffragate dal pseudo Lucio Anneo Cornuto, Tacito e Dione Cassio, mentre Orazio si spinge fino a metter la vicenda in parallelo con quella dell’antico poeta lirico greco Anacreonte il quale bruciava d’amore per un altro Batillo, un efebo. 

Immagine: dipinto di Stefan Bakałowicz “Il circolo di Mecenate” 1890, Galleria Tret’jakov, Mosca

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