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DEA STRENIAE: L’origine della befana

 La DEA STRENIA, antica dea italica di origine Sabina, fu indrodotta in seguito nel pantheon romano e assimilata alla DEA SALUS, era simbolo di prosperità, di salute e buona fortuna. Secondo Varrone e Festo, alla dea erano dedicati un altare (sacellum) e un bosco sacro (lucus) sulla Via Sacra, a Roma. In suo nome ci si scambiavano i doni, solitamente, ramoscelli sacri (Arbor Felix) di alloro e ulivo, aggiungendovi doni di fichi e frutta in genere, con l’augurio che l’anno fosse florido, le si donavano durante i Saturnalia, in onore del dio Saturno . Secondo lo storico Andrea Bacci detto Elpidiano il termine “Strenna” deriverebbe dal latino strēna, vocabolo di probabile origine sabina, con il significato di “regalo di buon augurio”. 

Ceronia dall’unione della Carene con il Celio poiché da qui inizia la via Sacra che va dal sacello di Streniae verso la rocca, per questa via sacra ogni mese si portano sulla rocca offerte votive dove gli auguri prendono gli auspici, la parte nota, al volgo, della via è quella situata all’inizio del clivo.

«Carinae postea Cerionia, quod hinc oritur caput sacrae viae ab Streniae sacello quae pertinet in arce<m>, qua sacra quotquot mensibus feruntur in arcem et per quam augures ex arce profecti solent inaugurare. Huius sacrae viae pars haec sola volgo nota quae est a foro eunti primore clivo».

Marco Terenzio Varrone, De lingua latina 5.47 

«Sacram viam quidam appellatam esse existimant quod in ea foedus ictum sit inter Romulum ac Tatium: quidam quod eo itinere utantur sacerdotes idulium sacrorum conficiendorum causa. Itaque neae eatenus quidem, ut vulgus opinatur, sacra appellanda est a regia ad domum regis sacrificuli, sed etiam a regis domo ad sacellum Streniae, et rursus a regia usque in arcem». 

Sesto Pompeo Festo 290.8

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