SAFFO INTERROGA AFRODITE

Saffo Interroga Afrodite Saffo, devota ad Afrodite nel suo epigramma, fa parlare la dea. Come se la scrittrice fosse interrogata Afrodite le chiede: chi ti fa torto? Chi non ricambia il tuo amore?  La domanda è posta da Afrodite come a voler dire che chi non si piega alle sue leggi dell’ amore compie una ingiustizia.: Sopra la terra bruna ti conducevano i passeri belli, veloci, battevano rapidi le ali nell’abisso del cielo, in un attimo, furono qui! E tu, beata, sorridendo nel volto immortale, hai chiesto perché ancora soffrivo e perché ancora chiamavo e che cosa voleva sopra ogni cosa il mio cuore folle. “E chi ancora devo convincere ad accettare il…

FELICITÀ

Felicità Non è felice, credimi, chi dipende dal benessere materiale. Poggia su fragili basi e gode di beni che vengono dal di fuori: la gioia, come è venuta, se ne andrà. Quella che scaturisce dall’intimo, invece, è durevole e stabile, cresce e ci accompagna fino all’ultimo: gli altri beni, apprezzati dalla massa, durano un giorno. “Ma come? Non possono essere utili e piacevoli?” Chi dice di no? Ma solo se dipendono loro da noi, non noi da loro. Numquam credideris felicem quemquam ex felicitate suspensum. Fragilibus innititur qui adventicio laetus est: exibit gaudium quod intravit. At illud ex se ortum fidele firmumque est et crescit et ad extremum usque prosequitur: cetera quorum…

ORACOLO DI FAUNO

Oracolo Di Fauno La Religio greca e latina tendeva a valorizzare le caratteristiche geologiche dei luoghi come santuari naturali.Il toponimo Albunea, ha indotto in errore tanti commentatori che identificavano erroneamente con l’Albunea citata da Virgilio con la divinità oracolare che aveva dimora nell’acropoli di Tivoli, tale  prova è confortata dall’assenza di esalazioni solforose in zona e nemmeno identificabile con la zona delle Acque Albule, perché vi è troppa distanza tra le stesse ed il territorio del rex Latino citato da Virgilio, è verosimile allora che Albunea, in questo caso, sia una selva posta nel territorio di Lavinio ed è probabile che Albunea si trovava nella Selva Laurentina, dove ribollivano le acque di…

EQUIRRIA

Equiria Le festività dell’#Equiria si svolgevano il 27 Febbraio e il 14 Marzo. Si trattava di corse rituali di carri trainati da cavalli. Queste corse erano riti propiziatori dedicati a Marte, al quale era dedicato il primo mese dell’anno, in quanto dio protettore di Roma, esse terminavano sei mesi più tardi, nel giorno dell’October equus 15 ottobre. I sacerdoti tenevano riti di purificazione dell’esercito. Si tenevano corse di cavalli nel Campo Marzio. Queste corse servivano ad aprire la stagione primaverile ingraziandosi il dio della guerra poiché con il mese di marzo riprendevano tutte le attività tra cui la navigazione delle merci e le operazioni di guerra. La rappresentazione astronomica e cosmica, che…

BATTAGLIA DI CLASTIDIUM

Battaglia Di Clastidium La Battaglia di Clastidium (oggi Casteggio) ebbe luogo il 1° marzo del 222 a.C., tra i Romani e Galli Insubri. Antefatto della battaglia fu l’attacco portato dai Romani, comandati dal console Marco Claudio Marcello, agli Insubri che tre anni prima avevano condotto una pericolosissima offensiva. I Romani, respinsero le proposte di pace degli Insubri, assediarono Acerrae, località tra Lodi e Cremona. Per alleggerire la situazione di Acerrae cui non riuscivano a venire in aiuto, gli Insubri tentarono una diversione su Clastidium. Essa era allora un’importante località degli Anamari, popolazione ligure alleata di Roma. Saputa la notizia, i Romani non abbandonaro, come sperato dagli Insubri, l’assedio di Acerrae e inviarono…

SEMENTIVAE

Sementive si celebravano in gennaio, alla fine della semina, in onore della dea Tellure e di Cerere. Le Feriae Sementivae erano una festività romana che segnava la fine della stagione della semina. In origine era una festa mobile, ma col tempo venne fissata in tre giorni consecutivi di gennaio, il 24, 25 e 26. In questa settimana si celebrava la festività per la protezione delle sementi, durante la quale, si offrivano sacrifici a Tellus, la Madre Terra, e a Cerere, dea della fertilità e dell’agricoltura. In tale occasione veniva sacrificata una scrofa gravida. Ter quater euolui signantes tempora certa nec sementiua est ulla reperta dies Cum mihi sensit enim – Lux haec indicitur –…

VENERE E IL DITTAMO

Il dittamo è un pianta perenne spontanea e aromatica e viene anche chiamata frassinella perché la forma delle sue foglie ricorda da vicino quella del frassino. In alternativa è parimenti usato il nome di limonella poiché le sue foglie, se sfregate, emanano un intenso profumo del tutto simile a quello del limone. Il nome generico deriva da “Dikti”, nome di un monte dell’isola di Creta e da “thamnos” (arbusto). La sua fioritura avviene in primavera ed è molto profumato e produce tanti oli essenziali. il dittamo bianco è un’erba officinale ed un’erba medicinale. Hic Venus indigno nati concussa dolore dictamnum genetrix Cretea carpit ab Ida puberis caulem foliis et flore comantem purpureo Qui…

ANTINOO

Immagine: rilievo di Antonio, Museo del Louvre Antinoo nasceva il 27 novembre 110 o 111 è stato un giovane greco originario della Bitinia, noto per la relazione sentimentale e amorosa avuta con l’imperatore romano Adriano, il quale lo divinizzò dopo la sua morte prematura avvenuta in circostanze alquanto misteriose. Venne adorato sia nell’Oriente egizio sia nell’Occidente greco-latino, a volte come Theos, una vera e propria divinità, altre semplicemente come un Eroe mortale deificato. 1) Antinoo come Dioniso, conosciuto come “Antinoo Lansdowne”. Marmo, opera romana imperiale, circa 130-140 dC.; Museo di Villa Adriana. Immagine: wikipedia

IL MALCOSTUME NON HA TEMPO

XCVII. Seneca Lucilio suo salutem  1 Sbagli, Lucilio mio, se stimi solo al nostro secolo la lussuria, la negligenza alla moralità, e agli altri vizi che ognuno obbietta alla propria epoca: sono colpe degli uomini, non dei tempi. Non c’è nessuna età per la colpa e se vuoi stimare secolo per secolo la licenziosità, mi rincresce dirlo ma che la depravazione ci fu di più  proprio quando visse Catone. 1 Erras, mi Lucili, si existimas nostri saeculi esse vitium luxuriam et neglegentiam boni moris et alia quae obiecit suis quisque temporibus: hominum sunt ista, non temporum. Nulla aetas vacavit a culpa; et si aestimare licentiam cuiusque saeculi incipias, pudet dicere, numquam apertius…

CENSIMENTI DI AUGUSTO

« 8. Patriciorum numerum auxi consul quintum iussu populi et senatus. Senatum ter legi. Et in consulatu sexto censum populi conlega M. Agrippa egi. Lustrum post annum alterum et quadragensimum fec[i]. Quo lustro civium Romanorum censa sunt capita quadragiens centum millia et sexag[i]inta tria millia. ~ Tum [iteru]m consulari com imperio lustrum [s]olus feci C. Censorin[o et C.] Asinio cos. Quo lustro censa sunt civium Romanorum [capita] quadragiens centum millia et ducenta triginta tria mi[llia. Et tertiu]m consulari cum imperio lustrum conlega Tib. Cae[sare filio] m[eo feci,] Sex. Pompeio et Sex. Appuleio cos. Quo lustro ce[nsa sunt]civ[ium Ro]manorum capitum quadragiens centum mill[ia et n]onge[nta tr]iginta et septem millia. Legibus novi[s] m[e auctore…

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