CATONE E I FICHI DI CARTAGINE

Tale era l’odio, di Catone verso Cartagine e, preoccupato per l’integrità di Roma, egli in ogni sessione che si teneva in senato e qualsiasi argomento si discuteva terminava i suoi interventi con una frase, che divenne il suo mantra, a noi tutti nota  “Carthago delenda est”. Cato perniciali odio Carthaginis flagrans atque rei pubblicae securitatis anxius, cum saepe clamaret in senatu Carthaginem delendam esse, adtulit quodam die in curiam praecocem ficum ex ea provincia latam ostendensque patribus ex eis quaesivit: “Quando hanc pomum demptam esse putatis ex arbore?” Cum omnes, pulchiritudine admirati, adfirmarent pomum recentem esse, “Atqui tertium, inquit, ante diem sciotote decerptam esse Carthagine: tam prope a muris habemus hostem!” Movit…

MIRRA, Lacrime profumate

Nelle Metamorfosi, Ovidio, racconta la leggenda di Mirra,  seguendo lo schema del racconto dello Pseudo-Apollodoro, che viene trasformata in un albero che stilla gocce di pianto profumato dalla corteccia. Mirra infatuatasi del padre Cinira, confessa alla sua nutrice, della sua pena d’amore. Quest’ultima propone a Mirra di sostituirsi nel letto alla madre Cencrèide. Questa, infatti, partecipando ai misteri in onore della dea Cerere, faceva voto di astenersi dai rapporti sessuali. Cinira, appreso dalla nutrice che una giovane e splendida vergine «dell’età di Mirra» spasima per lui, ordina che Mirra venga condotta nel suo talamo, non immaginando che si tratti proprio della figlia. Mirra, turbata fra rimorso e desiderio, fa l’amore con il padre….

PREGHIERA ALLA VESTALE

PREGHIERA ALLA VESTALE DI ALEXANDER POPE Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida! Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio. How happy is the blameless vestal’s lot. The world forgetting by the world forgot. Eternal sunshine of the spotless mind. Each prayer accepted and each wish resigned.  Alexander Pope

TITO ESPUGNA GERUSALEMME

8 settembre 70 d.C., TITO ESPUGNA GERUSALEMME «La città venne abbattuta dalla rivoluzione, poi i Romani abbatterono la rivoluzione, che era molto più forte delle sue mura, ai Romani il merito di aver ripristinato la giustizia. Ma ognuno può pensare come crede.» Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, V, 6, 1 L’assedio di Gerusalemme fu l’episodio decisivo della prima guerra giudaica. L’esercito romano, guidato da Tito Flavio Vespasiano assediò e conquistò la città di Gerusalemme l’8 settembre del 70 d.C., occupata dai ribelli ebrei sin dall’inizio della rivolta nel 66 d.C..

IL NIBBIO CHE VOLEVA NITRIRE.

Favole esopo. Il nibbio, durante il primo periodo della sua esistenza, aveva posseduto una voce, certo non bella, ma comunque acuta e decisa. Egli, però, era sempre stato nutrito da una incontenibile invidia di tutto e di tutti. Sapeva di essere imparentato con l’aquila, ma questo, invece di costituire un vanto, non faceva altro che alimentare la sua gelosia: capiva di essere inferiore e si rodeva dalla rabbia per questo. Invidiava gli uccelli variopinti come il pappagallo e il pavone, lodati e vezzeggiati da tutti. Inoltre, si mostrava sprezzante nei riguardi dell’usignolo, dicendo tra sé: “Sì, ha una bella vocetta ma é troppo delicata e romantica! Roba da donnicciole! Se devo cercare di…

MORTE DI TITO 13 settembre

TITO, AMORE E DELIZIA DEL GENERE UMANO. Tito muore il 13 Settembre del 81 d.C. all’età di di 42 anni, appartenente alla dinastia Flavia, regnò per poco più di due anni, dal 79 all’81 d.C., era succeduto senza incontrare opposizioni al padre Vespasiano. Si fece apprezzare già durante il principato paterno per l’efficace repressione di una rivolta giudaica che aveva sconvolto la Palestina tra il 66 e il 70 d.C. durante la prima guerra giudaica. Si fece apprezzare per la sua raffinatezza e generosita, appena salito al potere si trovò a dovere fronteggiare l’immane catastrofe dell’eruzione del Vesuvio, dve prestò visita ed elargendo fondi alle popolazioni colpite dall’eruzione del Vesuvio del 79, che distrusse…

LA FALSA AMICIZIA

Non fidarsi mai di chi si mostra mellifluo: Melius acerbos inimicos mereri, quam eos amicos, qui dulces videantur: illos verum saepe dicere, hos numquam… Meglio avere degli acerrimi nemici piuttosto che quegli amici che si fingono dolci, spesso  i primi dicono il vero, i secondi mai. Marco Porcio Catone il Censore, citato in Cicerone, De amicitia, 24, 90.

ONESTA E LA VITA

“Summum crede nefas animam praeferre pudori et propter vitam vivendi perdere causas” “Considera il peggiore dei disonori il preferire la vita all’onestà e, per salvare la vita, il perdere le motivazioni del vivere”. Giovenale, Satire 8, 83 dipinto: La Morte di Socrate – Metropolitan Museum of Art di New York.  Artista: Jacques-Louis David, immagine wiki-commons

ARRIVA LA PRIMAVERA

È Primavera Iam ver egelidos referto tepores, iam caeli furor aequinoctialis iocundis Zephyri silescit aureis. Linquantur Phrygii, Catulle campi Nicaeaeque ager uber aestuosae, ad claras Asiae volemus Il freddo lascia spazio al tepore, silenziosamente il cielo lascia il furore equinoziale ai giocondi soffi dello Zefiro, Catullo, è ora di lasciare i campi della Frigia e la florida campagna Nicena oppressa dalla calura. Catullo, carmina 46, 1 – 6.

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