BRAMOSIA DEGLI UOMINI

La bramosia degli uomini In questa ode, Orazio, dichiara che non ha nulla da chiedere dalla vita, ne agli dei ne all’amico potente e mette in risalto la bramosia degli uomini nell’accumulare le ricchezze, che arrivano a compiere le peggiori nefandezze finanche a scacciare e requisire i terreni altui, o di strappare alla natura quanto più spazio si possa avere dimenticandosi che la morte è uguale e che non c’è oro che possa allontanarla. No ebur neque aurem mea renidet in domo lacunar non trabes Hymettiae premunt columnas ultima recisas Africa neque Attuali ignotus heres regiam occupavi nec Laconicas mihi trahunt honestae purpuras clientae at fides et ingenti benigna vena est pauperemque…

TEMPIO di FAUNO

Tempio Di Fauno Il 13 febbraio nell’anno 196 a.C. viene fondato sull’isola Tiberina un santuario dedicato a Fauno per volere degli edili plebei Gneo Domizio Enobarbo e Gaio Scribonio Libone la sua costruzione fu finanziata da una multa comminata dagli edilii al possessore di un gregge che, probabilmente, aveva pascolato in un pascolo del demanio pubblico. La posizione precisa del tempio è indicata da Ovidio, che in un passo della sua opera, riprendendo l’antica e suggestiva figurazione della nave, dice che l’edificio era situato  presso l’estremità settentrionale:  …Idibus agrestis fumant altaria Fauni hic ubi discretas insula rumpit aquas… …Fuma il giorno delle Idi l’altare dell’agreste Fauno, la dove l’isola fende l’acqua del…

ALESSANDRO E L’INCENSO

Alessandro e l’incenso …Alessandro Magno in pueritia sine parsimonia tura ingerenti aris pedagogus Leonides diexerat ut illo modo cum devicisset turiferas gentes supplicare at ille Arabie potitus ture onustam navem misti et exhortatus est ut large deos adoraret… …Alessandro Magno, da ragazzo, offriva incenso sull’altare senza parsimonia  il suo maestro Leonida gli disse che avrebbe potuto fare le sue suppliche in questo modo, ma solo dopo aver sconfitto i popoli che producono l’incenso. Allora, dopo aver conquistato l’Arabia, Alessandro gli mandò una nave carica d’incenso e lo esortò ad essere generoso nel culto degli dei. Naturalis Historia: XII, 62  Alessandro Magno dalla Casa del Fauno, Museo archeologico nazionale di Napoli

CENTAUROMACHIA

La più famosa leggenda che coinvolge i Lapiti è quella della loro battaglia contro i Centauri in occasione della festa nuziale di Piritoo. I Centauri erano stati invitati ai festeggiamenti ma, non essendo abituati al vino, ben presto si ubriacarono, dando sfogo al lato più selvaggio della loro natura. Quando la sposa Ippodamia, “colei che doma i cavalli”, arrivò per accogliere gli ospiti il centauro Euritione balzò su di lei e tentò di stuprarla. In un attimo anche tutti gli altri centauri si lanciarono addosso alle donne ed ai fanciulli. Naturalmente scoppiò una battaglia nella quale anche l’eroe Teseo, amico di Piritoo, intervenne in aiuto dei Lapiti. I centauri furono alla fine sconfitti…

CASTA DONNA

Una casta donna cede dopo una insistenza opera di persuazione di un uomo a recedere dal proposito di lasciarsi morire di inedia,  tornando a godere di nuovo ai piaceri della vita.  Petronio Satire CXI Matrona quaedam Ephesi tam notae erat pudicitiae, ut vicinarum quoque gentium feminas ad spectaculum sui evocaret. Haec ergo cum virum extulisset, non contenta vulgari more funus passis prosequi crinibus aut nudatum pectus in conspectu frequentiae plangere, in conditorium etiam prosecuta est defunctum, positumque in hypogaeo Graeco more corpus custodire ac flere totis noctibus diebusque coepit. Sic adflictantem se ac mortem inedia persequentem non parentes potuerunt abducere, non propinqui; magistratus ultimo repulsi abierunt, complorataque singularis exempli femina ab omnibus…

FILIPPO DI MACEDONIA

Filippo Di Macedonia E Il Fato Filippo II fu assassinato da un ufficiale delle proprie guardie del corpo, Pausania di Orestide che, secondo Aristotele, aveva ucciso Filippo poiché era coinvolto in un’intricata serie di amori. Secondo Aristotele l’assassinio è stato ordinato da un potente santuario greco che vedeva male l’influenza di re Filippo sui santuari. Spesso, i potenti, credono di poter sfuggire al destino preannunciato da un oracolo, credono che prendere le dovute precauzioni sia sufficiente a deviare le profezie o il proprio destino, non sapendo che quando il fato ha deciso la tua sorte è ineluttabile. Eodem oraculo Macedonum rex Philippus admonitus ut a quadrigae violentia salutem suam custodiret, toto regno disiungi…

LA SUPERBIA DEGLI UOMINI

  La Superbia Degli Uomini Custodite pure il cielo, ma attenzione a non perdere la terra, questo è quello che diceva Demade, fu un oratore e politico ateniese vissuto tra il 380 e 318 a.C., fu un acerrimo nemico di Demostene. Spesso i governanti o gli uomini in generale perdono il contatto con la realtà della vita reale,orologi replica credono di potere fare tutto, credono di potere piegare finanche la natura che tanto concede ed elargisce, ma quando troppo si chiede infine ti presenta il conto. Demadis quoque dictum sapiens: nolentibus enim Atheniensibus divinos honores Alexandro decernere ‘Videte’ inquit ‘ne, dum caelum custoditis, terram amittatis’. E’ saggio un detto di Demade: infatti agli…

LUPERCALIA

LUPERCALIA Dalle fonti Dionigi di Alicarnasso “antichità romane I, 80, 1-3”  e Plutarco, “vita di Romolo 21, 4,” i Lupercali furono istituiti da Evandro, che aveva recuperato un rito arcade. Tale rito consisteva in una corsa a piedi di giovani senza abiti e con le pudenda coperte dalle pelli degli animali sacrificati, tutto in onore di Pan. Secondo una leggenda narrata da Ovidio : Quid mini clamabat prodest rapuisse Sabine Romolus hoc illo sceptra tenente fuit si mea non vires sed bellum iniura fecit vitilius fuerat non habuisse nurus Monte sub Esquilio multis annis Iunonis magnae nomine lucus erat huc ubi venerunt pariter nuptaeque virique suppliciter posito procubuere genu cum subito motae tremuere cacumina silvae et…

DURANTE LE LUPERCALIA

Il 15 Febbraio durante le LUPERCALIA, Marco Antonio offre la corona a Cesare. Plutarco cita un avvenimento accaduto durante le Lupercalia del 44 a.C. Marcantonio offre la corona  di re a Giulo Cesare, il gesto fece acuire la tensione dei nemici di Cesare, dando il pretesto a Bruto e Cassio di affrettare l’intento di sbarazzarsene di un uomo sempre più potente con il passare del tempo. A costoro chi fornì il pretesto più onorevole,  senza volerlo, fu Antonio. I Romani celebravano la festa dei Licei, che chiamano Lupercali, e Cesare, seduto sulla tribuna del Foro adorno della veste trionfale, guardava quelli che correvano.  Molti giovani della nobiltà e magistrati corrono unti d’olio, battendo per…

AUGUSTUS PATER PATRIAE

Augustus Pater Patriae Durante il suo tredicesimo consolato, Augusto, Il 5 febbraio del 2 a.C. con il favore del Senato e con il consenso del Popolo riceve il titolo di pater patriae, questo avvenimento viene riportato da molti autori tra i quali Ovidio (Fasti II 125 – 130), e Svetonio (Augusto 58) oltre che nei Fasti Prenestini. Come cita Svetonio, Valerio Messalla comunicò la decisione presa dal senato ad un commosso e recalcitrante Augusto il quale rispose: …Cui lacrimans respondit Augustus his verbis ipsa enim, sicut Messalae, posui: ” Compos factus votorum meorum, p. c., quid habeo aliud deos immortales precari,replica rolex quam ut hunc consensum vestrum ad ultimum finem vitae mihi perferre…

Page 10 of 22« First...«89101112»20...Last »