TITIRO e MELIBEO

TITIRO e MELIBEO e la CONFISCA DELLE TERRE Titiro e Melibeo, sono due proprietari terrieri, alle prese con gli espropri delle terre messo in atto a favore dei veterani di Ottaviano di ritorno da Filippi. Le confische interessarono le terre di Cremona e di Mantova e gli stessi possedimenti di Virgilio, che inizialmente riuscì a mantenere grazie alla protezione di Asinio Pollione. Successivamente il governatore della Gallia Cisalpina, Alfeno Varo, dispose la confisca delle terre del poeta. L’ecloga I è una denuncia ed espressione autobiografica dove Titiro e Melibeo sono l’arma interiore di Virgilio, con cui porta a conoscenza il dramma degli espropriati costretti a migrare e a colonizzare terre più lontane. TITYRUS …

LUDI VICTORIAE CAESARIS  21 luglio

Ludi Victoriae Caesaris: furono istituiti da Cesare in occasione della dedicazione del tempio di Venere Genitrice il 26 settembre, 46 a. C..  La spavalda sicurezza dei Romani sulla loro invincibilità in guerra subì un duro colpo quando i Galli riuscirono a saccheggiare Roma da allora il cosiddetto metus Gallicus “terrore dei Galli” diventerà un sentimento largamente condiviso nel popolo romano. Cesare sempre vittorioso contro i Galli in nove anni di battaglie conquistata definitivamente la Gallia mette fine alla sindrome del Metus Gallicus, ossia il  terrore dei romani verso i galli. Soltanto più tardi celebrate dal 21 al 30 luglio i dopo la morte di Cesare furono curati da uno speciale collegio guidato da Augusto,…

LUCARIE 19 LUGLIO

Le Lucarie, il cui termine deriva dal latino lucus ossia bosco sacro, vennero istituite per celebrare le divinità dei boschi e si celebrava in un lucus tra la Salaria e il Tevere. La festività fu istituita a ricordo e a monito, dopo la tremenda sconfitta subìta dai Romani ad opera dei Galli guidati da Brenno, nei pressi del fiume Allia, piccolo affluente del Tevere. I Romani in fuga trovarono riparo nella fitta vegetazione scampando in parte alla furia dei Galli. Mentre secondo altre fonti la festa era dedicata ai boschi e alle divinità Silvane. Per Ovidio è festa consacrata a un asilo che Romolo aveva fondato nei pressi del Tevere. tum quoque vicini…

TRANSVERTIO EQUITUM 15 Luglio

Il 15 luglio si celebrava la Transvertio equitum: una parata di cavalieri, vestiti con una tunica bordata di porpora e una corona d’alloro in testa, sfilavano in parata dal tempio di Marte a Porta Capena fino al tempio dei Dioscuri nel Foro, in ricordo della battaglia avvenuta nei pressi del lago Regillo. Livio e Dionigi d’Alicarnasso raccontano l’episodio storico: che Aulo Postumio, sprono la cavalleria ad unirsi alla battaglia al fianco della fanteria, questo ordine determino un capovolgimento delle sorti a favore  dell’esercito di Postumio e dichiarò che avrebbe istituito una festa in onore dei Dioscuri, Castore e Polluce. Nella battaglia si schierarono a sostegno della cavalleria e della fanteria poi ma,…

DIES ALLIENS 18 luglio

il 18 luglio del 390 a.C. Roma fu attaccata dai Galli di Brenno nella piana solcata dall’Allia, un affluente di sinistra del Tevere, mettendo in fuga l’esercito dei Romano. In seguito a questa sconfitta Roma fu espugnata dai Galli Senoni di Brenno che sottoposero la città ad un disastroso saccheggio. La data del 18 luglio, dies Alliensis che corrispondeva appunto alla battaglia del fiume Allia fu sempre considerata infausta dai Romani. In reliqua acie simul est clamor proximis ab latere, ultimis ab tergo auditus, ignotum hostem prius paene quam uiderent, non modo non temptato certamine sed ne clamore quidem reddito integri intactique fugerunt; nec ulla caedes pugnantium fuit; terga caesa suomet ipsorum…

GIULIO CESARE 12 o 13 luglio

Cesare nacque il 13 luglio del 101 o il 12 luglio del 100 a.C. nella Suburra, un quartiere di Roma, da un’antica e nota famiglia patrizia, la gens Iulia, che, secondo il mito, annoverava tra gli antenati anche il primo e grande re romano, Romolo, e discendeva da Iulo (o Ascanio), figlio del principe troiano Enea, figlio a sua volta della dea Venere. Immagine: Giulio Cesare dal Jardin le Tuileries

GORDIANO III 

Marco Antonio Gordiano Pio,  diviene imperatore il 9 luglio dell 238 d.C. all’età di 13 anni fino alla sua morte avvenuta sei anni dopo durante una campagna militare contro i Sasanidi. Visto la sua giovane eta il governo dell’impero fu nelle mani di reggenti appartenenti all’aristocrazia senatoriale, che si dimostrarono capaci; Gordiano funse da simbolo dell’unità dell’impero, riscuotendo il sostegno del popolo. La storiografia ne dipinge quindi un ritratto estremamente positivo, forse anche in opposizione al suo successore Filippo l’Arabo. “Divo Gordiano, victori Persarum, victori Gothorum, victori p446Sarmatarum, depulsori Romanarum seditionum, victori Germanorum, sed non victori Philipporum.”  « Il divo Gordiano, vincitore dei Persiani, vincitore dei Goti, conquistatore dei Sarmati, che respinse…

FLAVIO CLAUDIO GIOVIANO

 27 Giugno Gioviano succede a Giuliano. Il 26 giugno 363 d.C., l’imperatore Giuliano rimasto ucciso in seguito alle ferite riportate in una battaglia contro i Sassanidi. Gioviano, venne eletto, avventatamente a parere di Ammiano Marcellino, imperatore da un consiglio di comandanti dell’esercito e delle legioni, dopo che la scelta era inizialmente ricaduta su Salustio, prefetto del pretorio d’Oriente, di maggiore esperienza, ma che rifiutò. Ammiano Marcellino definì Goviano un debole, succube del Cristianesimo e incapace politicamente per la sua giovane età. Infatti Gioviano concluse con i persiani una pace svantaggiosa per Roma, abbandonando i territori conquistati da Galerio in Mesopotamia nel 297 e tutta l’Armenia, Tale scelta fu aspramente criticata dallo storico del tempo…

Flavio Claudio Giuliano muore il 26 giugno

Flavio Claudio Giuliano muore il 26 giugno del 363 d.C., la mattina dopo la notte insonne e agitata, malgrado l’opinione contraria degli aruspici, tolse le tende per recarsi  Samarra. Durante la marcia, presso il villaggio di Toummara, si accese un combattimento nella retroguardia: Giuliano accorse senza indossare l’armatura, si lanciò nella mischia e un giavellotto lo colpì al fianco. Cercò subito di estrarlo ma cadde da cavallo e svenne. Portato nella sua tenda, si rianimò, credette di star meglio, volle le sue armi ma le forze non risposero alla volontà. Chiese il nome della località: «è Frigia», gli risposero. Giuliano comprese che tutto era perduto: un tempo aveva sognato un uomo biondo…

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