IL TEMPO È PREZIOSO

Il tempo è prezioso Quanti di noi in gioventù abbiamo detto ora voglio divertirmi per studiare c’è tempo, il tempo passa e spesso non ci si costruisce un futuro. Ita fac, mi Lucili: vindica te tibi, et tempus quod adhuc aut auferebatur aut subripiebatur aut excidebat collige et serva. Persuade tibi hoc sic esse ut scribo: quaedam tempora eripiuntur nobis, quaedam subducuntur, quaedam effluunt. Turpissima tamen est iactura quae per neglegentiam fit.  “Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto, raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi…

BONA DEA

BONA DEA La Bona Dea, la Grande Madre ebbe il suo tempio sull’Aventino, di cui non se ne conservano resti, era un culto prettamente femminile, agli uomini era interdetto l’accesso al tempio, la Dea fu associata sia alla castità che alla fertilità delle donne, ma anche alla guarigione nonchè alla protezione dello stato e del popolo romano. Il tempio era anche un centro di guarigioni in cui era custodito un magazzino di erbe medicinali. Il culto era officiato da solo donne ed non era ammesso la presenza maschile neanche di animali, i riti pubblici erano aperti alle donne rispettabili di tutte le classi sociali, ma non se avevano dato scandalo o erano…

EMILIA ED HESTIA

Emilia ed Hestia L’ordine sacerdotale delle Vestali tra i tanti e gravosi compiti aveva quello di vegliare il Fuoco Sacro che ardeva nel Tempio delle Vestali, il fuoco aveva un valore sacrale per la città e il suo estinguersi era considerata una sciagura e motivo di credere una incombente calamità per la città. Le vestali che per loro negligenza lasciavano spegnere il fuoco venivano punite con la morte. Di seguito abbiamo una descrizione di Dionigi di Alicarnasso che ci narra la storia della Virgo Vestale Aemilia: Si narra che una volta, essendosi spento il fuoco per negligenza di colei a cui le era stata affidata la custodia, di nome Emilia, che ne aveva…

MERCURALIA

Mercuralia                                                                                 Le Mercuralia erano una antica festività romana in onore di Mercurio, era il messaggero degli dei, ma era anche il dio romano del commercio e, alle idi di maggio (il 15), i mercanti si radunavano presso una fontana a lui dedicata non lontana dalla Porta Capena. A causa del fatto che per la loro attività spesso dovessere fare ricorso all’imbroglio o a menzogne, dopo essersi purificati ed avendo indosso solo una tunica,…

SAFFO INTERROGA AFRODITE

Saffo Interroga Afrodite Saffo, devota ad Afrodite nel suo epigramma, fa parlare la dea. Come se la scrittrice fosse interrogata Afrodite le chiede: chi ti fa torto? Chi non ricambia il tuo amore?  La domanda è posta da Afrodite come a voler dire che chi non si piega alle sue leggi dell’ amore compie una ingiustizia.: Sopra la terra bruna ti conducevano i passeri belli, veloci, battevano rapidi le ali nell’abisso del cielo, in un attimo, furono qui! E tu, beata, sorridendo nel volto immortale, hai chiesto perché ancora soffrivo e perché ancora chiamavo e che cosa voleva sopra ogni cosa il mio cuore folle. “E chi ancora devo convincere ad accettare il…

SAFFO INVOCA AFRODITE

Saffo Invoca Afrodite I questi versi iniziali, in cui Saffo in affanno per Un nuovo amore, invoca Afrodite come nume tutelare della sua passione pregandola di non farla soffrire e di liberarla dagli affanni. Afrodite!!! Oh dea immortale, dal trono adorno di fiori, figlia di Zeus, che trami inganni, ti prego non quietare il mio cuore con tormenti e affanni, oh divina, stammi vicina, come una volta che ascoltasti la mia preghiera e aggiogando il tuo carro giungesti lasciando la lucente casa di Zeus.                                                        …

ORACOLO DI FAUNO

Oracolo Di Fauno La Religio greca e latina tendeva a valorizzare le caratteristiche geologiche dei luoghi come santuari naturali.Il toponimo Albunea, ha indotto in errore tanti commentatori che identificavano erroneamente con l’Albunea citata da Virgilio con la divinità oracolare che aveva dimora nell’acropoli di Tivoli, tale  prova è confortata dall’assenza di esalazioni solforose in zona e nemmeno identificabile con la zona delle Acque Albule, perché vi è troppa distanza tra le stesse ed il territorio del rex Latino citato da Virgilio, è verosimile allora che Albunea, in questo caso, sia una selva posta nel territorio di Lavinio ed è probabile che Albunea si trovava nella Selva Laurentina, dove ribollivano le acque di…

VINALIA PRIORA

Vinalia Priora         Le Vinalia urbana (o priora) venivano celebrate il 23 aprile in onore del raccolto d’uva dell’anno precedente. In quell’occasione si assaggiava il vino nuovo e venivano offerte libagioni a Giove. Vinalia priora, quae ante hos dies sunt VIIII kal. Mai. degustandis vinis instituta, nihil ad fructus attinent, nec quae adhuc diximus ad vites oleasque, quoniam earum conceptus exortu vergiliarum incipit a. d. VI id. Mai., ut docuimus. aliud hoc quadriduum est, quo neque rore sordidas velim — exurit enim frigidum sidus arcturi postridie occidens —, et multo minus plenilunium incidere.  Le Vinalia Priora, che arrivano nove giorni prima delle calende di maggio, istituite per gustare i…

PALILIA

Palilia Le Palilia era una festività agropastorale che si celebrava il 21 aprile in onore di Pale, che sovrintendeva alla fecondazione delle greggi e degli armenti. Le feste e i riti che venivano celebrati in tale ricorrenza furono in uso per secoli e secondo Plutarco (vite parallele di Romolo) furono associate anche alla fondazione di Roma, la descrizione dettagliate di queste cerimonie ci è invece stata tramandata da Ovidio. Le Palile si celebravano perché Pales facesse prosperare le greggi e salvaguardasse i boschi sacri dai danni delle greggi. La festa aveva due forme rituali, una urbana ed una rurale, le prime fasi della festa si celebrava con il rito di purificazione, le…

PRIMAVERA SACRA

Primavera Sacra                               di Nicola Turchi La Primavera Sacra, era un voto pubblico (ver sacrum vovere) che il magistrato, a nome del popolo romano, faceva agli dei di consacrare ad essi tutti i nati della ventura primavera, vegetali, animali e uomini. I vegetali venivano offerti e gli animali sacrificati da ciascun cittadino nel fondo dove erano nati. I neonati umani non venivano uccisi, almeno in epoca storica, ma, divenuti adulti, erano come votati alla divinità e perciò non più appartenenti alla comunità; banditi dai confini della patria, andavano a fondare altrove una colonia. La formula di questo voto,…

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